La Vignerie – La Vignerie (AEPEM, 2025)

Per la lodevole AEPEM, Association d’Étude, de Promotion et d’Enseignement des Musiques Traditionnelles des Pays de France, portale, archivio e label votati alla ricerca, alla didattica e alla divulgazione delle musiche tradizionali francesi, sotto il nome de La Vignerie hanno inciso quattro musicisti di gran rango, a tal punto che potremmo parlare di un supergruppo: Philippe Prieur, musicista e vignaiolo (cornamusa da 24 pollici, voce), Frédéric Paris (cornamusa da 12 pollici, voce), Gilles Chabenat (ghironda) e Frédéric Baudimant (violino). In copertina, la riproduzione di un dipinto di Jean-François Millet raffigurante i lavoratori nei vigneti dell’Allier illustra la “struttura” e il “bouquet” sonori del disco. Fragranze sprigionate dalla combinazione tra il timbro ricco e penetrante degli aerofoni a sacco, il fraseggio dell’archetto sfregato e il ronzare della ghironda. Strumenti che tessono una trama in equilibrio tra intenzione meditativa e vigore terragno, merito dell'ampia visione compositiva e degli arrangiamenti che non difettano di eleganza. Non è un caso che abbiano dato la parola ad André Ricros per presentare l’album eponimo: “Qui l’oralità ha aperto le sue porte a un mondo di scrittura, mentre nello stesso istante, in uno stesso movimento, le musiche cosiddette colte hanno teso la mano a una memoria di resurrezioni. Sotto questa volta sonora, è un intero paese che prende vita: un mondo delicato e sensibile, da assaporare a piccoli sorsi”. Nel programma figurano diciassette melodie composte da Prieur e due canzoni tradizionali (Berry e Nivernais), gli arrangiamenti di Chabenat esaltano i colori degli strumenti, lavorando su espressività melodica, bordoni, sottigliezze contrappuntistiche, progressioni, unisoni e corpose polifonie. Non passeremo in rassegna tutte le tracce, ma sicuramente vanno menzionati alcuni episodi di punta come l’iniziale, magnetica “Vous autres” e l’avvolgente “La Siuole”. Il flauto accentua l’ambientazione medievale di “Le Roi David”; si danza con “Le Branles du Constant”, avvincenti le configurazioni di “Du couchant au levant” e la resa delle canzoni tradizionali “Tout en passant” e “Entrez La belle”. Oltre, notiamo ancora gli incastri timbrici che caratterizzano il set “Salitre / Le Noyer e Challemente” e la spazialità di “Les Auvergnats de Riousse”. Epilogo magistrale con la sontuosa title-track, a chiudere il cerchio di questo progetto consacrato alla musica tradizionalmente contemporanea del Centro Francia. www.aepem.com/produit/la-vignerie 


Ciro De Rosa

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