Ad un anno di distanza, AD ALTA VOCE! ha fatto il bis: otto giorni di festival che testimonia il canto popolare come memoria viva, mettendone in luce i contributi alla trasformazione sociale. Le strade, le piazze , i parchi e gli spazi culturali della città di Ferrara hanno ospitato flashmob, concerti, laboratori, spettacoli, conferenze, presentazioni di libri.
Tema dell’edizione 2026 è stato l’incontro tra canti di tradizione e pratiche rivoluzionarie. Ancora una volta, il Consorzio Factory Grisù ha fatto da epicentro e da spazio collettivo conviviale e musicale, animato dalla rete di volontari e associazioni tessuta da CPS La Resistenza e Terra Fertile insieme al Coro delle Mondine di Porporana.
Nel 2026, loro sforzi avevano già prodotto un primo appuntamento domenica primo marzo al Consorzio Factory Grisú con un pranzo di autofinanziamento e un laboratorio di canto diretto da Rachele Andrioli, improntato alla dimensione polifonica nei brani di tradizione da diverse parti del mondo e d’autore, si scopre il fascino della polifonia, la forza terapeutica del canto.
Venerdì 17 aprile, CPS La Resistenza ha poi organizzato al Centro Sociale Il Barco un apericena
a buffet e un incontro alle 21.00 alla Biblioteca Comunale Bassani per la presentazione curata da Cumbre del podcast dedicato a Rina Melli, sindacalista e giornalista, fondatrice del periodico femminile socialista “Eva” pubblicato a Ferrara tra il 1901 e il 1903 con particolare attenzione per le donne lavoratrici e le loro lotte, in particolare quelle delle mondine e delle operaie della valle del Po; all’incontro non poteva mancare il Coro delle Mondine di Porporana.
La maratona fetivaliera ha preso il via il 24 aprile, nei pressi della statua di Girolamo Savonarola nel centro storico di Ferrara, con lo spettacolo teatrale (offerto a una persona alla volta fra le 10.00 e le 16.00) “Rivolti” del gruppo MOMEC (MOvimento per una MEmoria Comune), gruppo che dal 2018 propone arte partecipativa raccogliendo testimonianze e ricordi perché diventino memorie condivise capaci di suscitare iniziative locali.
Asse portante del festival sono stati sei laboratori ospitati al Circolo Arci Bolognesi o al Consorzio Factory Grisù. Il primo, nel pomeriggio del 24, ha preso le mosse dal libro di Alessio Lega “La resistenza in 100 canti” e ha ospitato anche interventi
di Antonella Guarnieri e del Coro delle Mondine di Porporana.
Le canzoni di Alessio Lega sono state protagoniste della giornata organizzata al Consorzio Factory Grisù il 25 aprile nel concerto pomeridiano dopo il pranzo sociale. In trio con Rocco Marchi al basso, melodica e percussioni e Guido Baldoni alla fisarmonica, Alessio Lega ha offerto un’impeccabile colonna sonora del giorno della Liberazione, con energia e poesia, da “Fischia il vento” a “Valery” il brano scritto e inciso da Alfredo Cohen (con musiche di Franco Battiato e Giusto Pio) nel 1979 dedicato a Valérie Taccarelli, attivista transgender a Bologna del circolo di cultura divenuto poi il Cassero LGBT Center.
Palco e microfono sono rimasti aperti ad altri gruppi e cori, con i Pestafango che hanno efficacemente coinvolto tutti i presenti nel ballo facendo leva sui loro arrangiamenti “ska e dintorni” di brani popolari grazie al potere propulsivo delle sezioni ritmica e fiati.
La serie dei laboratori è seguita le sessioni dedicate per tre giorni (28-30 aprile) da Hanna Maria Civico a “Il corpo-luogo nel canto” al Circolo Arci Bolognesi, con un toccante incontro serale finale di condivisione il 30 aprile intitolato “I eamma me' ἡσυχία”: guidate da Hanna Maria Civico, con il pubblico in cerchio intorno a loro, le persone che hanno partecipato al
laboratorio, hanno ripercorso sentieri vocali individuali e collettivi sollecitati a evocare il canto nelle sue funzioni più arcaiche e profonde, quelle che rimandano a un’idea circolare del tempo. Ai canti ha fattop seguito “Bomba, I love you” reading teatrale curato da A.R.T.I. Teatro ispirato al poema “BOMB” di Gregory Corso.
Il pomeriggio del 30 aprile e la mattina del primo maggio, Elisa Guarraggi ha utilizzato l’approccio Folk Circle Singing per esplorare e poi portare in piazza due canti pemblematici della resistenza palestinese, in collaborazione con Ferrara per la Palestina: “Yumma Mweil il Hawa” e “Ya Talaaen El Jabal”. Già il 30 aprile il laboratorio ha avuto modi di proporli in piazza partecipando al presidio che chiedeva la liberazione di Saif Abukeshek e Thiago Ávila e di tutti i prigionieri palestinesi arbitrariamente detenuti nelle carceri israeliane.
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