Neba Solo & Benego Diakité – A Djinn and a Hunter Went Walking (The Complete Sessions) (Etoile Audio/Nonesuch, 2026)

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Con queste registrazioni, la Etoile Audio e la Nonesuch ci portano in Mali ad ascoltare due musicisti nati nella seconda metà degli anni Sessanta, Neba Solo e Benego Diakité, due maestri dei loro strumenti: il balafon e il donso ngoni. La parentesi che accompagna il titolo di questo lavoro rimanda alle sue due facce: il primo album combina i loro brani strumentali acustici con voci e percussioni, arricchiti da sottili tocchi di Mellotron, chitarra e archi; il secondo album presenta le esecuzioni originali del duo in una versione essenziale, registrata subito dopo il tramonto in un giardino di Bamako sotto un albero di mango: a tratti è possibile ascoltare il frinire dei grilli. A co-produrre queste tracce è stato un trio composto da Sonny Johns, Nick Gold e Ousmane Haïdara. Quest’ultimi due, oltre dieci anni fa, mentre si preparavano a registrare Oumou Sangaré (per “Seya”, prodotto dalla World Circuit) avevano condiviso il desiderio di far dialogare balafon e donso ngoni, due strumenti che provengono da culture maliane diverse, anche se geograficamente vicine. Neba Solo è originario di Kenedougou, dove il balafon veniva tradizionalmente suonato durante la coltivazione dei campi per ispirare i contadini; Benego Diakité viene dalla regione meridionale dei cacciatori, il Wassoulou. Neba Solo venne invitato a partecipare alle sessioni di registrazione di “Seya”, dove incontrò
Benego Diakité con cui ebbe modo di improvvisare, seminando fin da allora l’idea di un lavoro in comune. Per questa nuova sessione di registrazione, Neba Solo ha portato un balafon personalizzato con un registro più esteso delle note gravi e Diakité ha portato il suo donso n’goni con le note più basse. Nelle note che accompagnano gli album, Ingrid Monson, spiega come i brani registrati vengano dal repertorio tradizionale. Sono canti molto conosciuti in Mali che Haïdara aveva pensato di registrare in modo interamente strumentale e limitato al duo. Poi, Haïdara fece ascoltare le prime registrazioni a Nick Gold e insieme decisero di aggiungere anche le percussioni di Souleymane Sidibe e le voci di Maimouna Soumounou, Bakoro Sidibe, Josephine Dembele, Awa Dembele e Fanta Dogomani Coulibaly. Neba Solo si prese cura di questa parte degli arrangiamenti. Infine, Sonny Johns ha aggiunto mellotron, chitarra e basso e ha affidato a John Elliott l’arrangiamento e la conduzione del trio d’archi che interviene in due brani con Sophie Cameron (violino), Alison D’Souza (viola) e Zosia Jagodzinska (violoncello). Si tratta
del brano penultimo brano “Nania Ba” e della splendida apertura “Djinê Mogo Tiki”: ad accogliere l’ascoltatore sono, in sequenza, il coro, i riff del donso ngoni, la punteggiatura metallica delle percussioni, il supporto armonico-percussivo del balafon ed un dinamico movimento d’archi, a tratti un’introduzione ai singoli elementi sonori mentre si amalgamano e sospingono reciprocamente, dando slancio alle voci di Maimouna Soumounou e Neba Solo. La sequenza dei dieci brani registrati in studio è impeccabile e tiene alta l’attenzione dell’ascoltatore, concedendo anche, nel quarto e breve brano, “Sekou Interlude”, uno spazio per apprezzare il dialogo fra balafon e donso ngoni senza l’interazione con gli altri strumenti; allo stesso modo, il sesto e ultimo brano del secondo album (“in giardino”) è riservato ad una versione di “Ba Ngolo” per solo balafon. Per lanciare queste registrazioni è stata scelta “Djinê Mogo Tiki” nella sua versione acustica. 


 

Alessio Surian

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