Giunto solo ora al nostro ascolto, “Stealing Time”, quinta prova discografica del canadese (di Newfoundland) Matthew Byrne, merita attenzione anche se uscito da quasi un anno. A motivare quest’affermazione sono: la variegata scelta dei pezzi in scaletta, con ballate, canzoni d’amore, drinking songs e, naturalmente, canti marinari, da sempre nel repertorio di Byrne; la produzione di Martin Simpson, efficace nell’esaltare il carattere di ogni singolo pezzo e attenta a evidenziarne l’eventuale legame stilistico con le tradizioni d’Inghilterra, Scozia e Irlanda; l’interpretazione chitarristica e vocale di Matthew Byrne, che è intensa, suggestiva e nel contempo duttile, capace di registri intimi nel cantare l’amore come di farsi oscura raccontando storie gotiche, in grado di aprirsi per intonare uno sea shanty, emozionare nel descrivere un paesaggio e divertire con canzoni da pub o da vaudeville. Infine la qualità esecutiva del gruppo che ha accompagnato Byrne in sala di registrazione, creando i suoni più adatti a delineare il carattere di ognuno dei dodici brani dell’album: lo stesso Martin Simpson alla chitarra, banjo e voce; Louis Campbell alla chitarra acustica e elettrica; Nancy Kerr al violino e voce; Andy Cutting alla fisarmonica a bottoni; Tom Wright alle percussioni, chitarra elettrica e voce; Ben Nicholl al contrabbasso; Liz Hanks al violoncello; James Fagan al bouzouki e voce; The Ennis Sisters ai cori in “Dream for me” e Cory Tetford al piano in “Black Eyed Susan”. “Stealing time” cattura sin dal primo brano, una ballata delicatamente elettrica, in cui un marinaio racconta in prima persona la rinuncia al suo pericoloso lavoro per stare insieme alla sua “Lovely MarieAnne”. Emozionante la seguente “Dream For Me” una ninna nanna di ampio respiro, adatta al coro per cui Byrne l’ha composta. Un inno all’amore e alla solidarietà è “Tickle Cove Pond”, brano di fine ‘800 del cantautore (e pescatore) Mark Walker, in cui chitarra e violino sostengono la voce del Nostro in una forma canzone tipica del Newfoundland, dagli evidenti legami con modelli scozzesi e irlandesi. È invece una drinking song in veste di ballata “The Calton Weaver”, dove la seducente Nancy di cui si canta è facilmente identificabile con il whiskey, anche per le negative conseguenze che ella/esso ha sul protagonista. Più vicina a sonorità irlandesi “Jessie Monroe”, con violino e fisarmonica in delizioso dialogo tra loro, come il protagonista della canzone e la bella Jessie. Egli, rifiutato dalla ragazza, che ritiene di meritare uomini più belli di lui, la manda letteralmente al diavolo, e torna dalla moglie. Del compianto Archie Fisher la successiva, bellissima “Merry England”, interpretata con trasporto e immedesimazione da Byrne, che in Inghilterra ha passato diverso tempo, tenendo concerti e registrando “Stealing time”, sempre però con la nostalgia della sua isola e della sua compagna. “The Liverpool Pilot” è una hauling song a più voci, che Byrne guida con sicurezza. Una chitarra, un violino e un violoncello accompagnano poi Byrne nell’intima “Young Edmond”, ballata dal tragico finale diffusa in differenti versioni in Inghilterra, Irlanda e Stati Uniti. Si viene invece immersi in un’atmosfera da music hall e vaudeville con “Canoodle Doodle”, di Sir Harry Lauder, celebre cantante e attore scozzese della prima metà del Novecento. Avviandosi alla conclusione dell’album incontriamo “Lady In The East”, una folk-rock ballad avvincente nei fraseggi chitarristici e nella ritmica alla Richard Thompson; uno dei punti più alti dell’album. Ad essa, quasi a bilanciarne le atmosfere elettriche, segue il delicato e impressionista strumentale “Home To You”, scritto da Byrne durante il lockdown ed eseguito da chitarra, fisarmonica e violino. In chiusura di questo bellissimo album arriva l’intensa e suggestiva “Black Eyed Susan”. Derivata da una poesia di John Gay, autore inglese della fine del XVII secolo, è una ballata dal finale aperto, in cui un marinaio, poco prima che la nave salpi l’ancora, giura fedeltà e amore eterno alla sua Susan. E chissà se i due si ritroveranno…. Album quasi imprescindibile per chi apprezza le folk song tradizionali, o che nella tradizione hanno le proprie radici, “Stealing Time” è acquistabile in cd e vinile sul sito www.matthewbyrne.net ed è disponibile in digitale sulla piattaforma bandcamp.
Marco G. La Viola
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