John McLaughlin – Music for Abandoned Heights (Impex Records, 2026)

Nel 2018 lo sceneggiatore e regista Jack Stallings si rivolse a John McLaughlin per la colonna sonora del suo prossimo film, “Abandoned Heights”. Le musiche vennero scritte l’anno seguente seguendo la sceneggiatura. John McLaughlin ha spiegato così il processo creativo: “Non ho guardato alcuna immagine. Ho letto la sceneggiatura, molto dettagliata, dove i personaggi sono ben descritti. Grazie al dialogo tra i personaggi, ho avuto modo di conoscerli molto bene e di capire le situazioni del film. Chiudevo la sceneggiatura e mi chiedevo: ‘Cosa sto sentendo qui?’. Sono sempre stato un sostenitore del lasciare che l'idea musicale venisse fuori cercando di non manipolarla. Mi fido del mio istinto e lascio che le idee si sviluppino nel modo più naturale possibile. Nella mia mente interagivo con i diversi personaggi e le diverse situazioni. Poi attendevo che la mia immaginazione elaborasse i temi, le atmosfere e i ‘colori’ emotivi in sintonia con la narrazione e le azioni”. I brani veicolano energia e tensione, attarversati da uno spirito che rimanda a precedenti tappe discografiche “elettriche” come l’ album “Inner World”, registrato con la Mahavishnu Orchestra nel 1975, e il più recente “To the One” (2010) con Gary Husband alla batteria e alle tastiere e Etienne Mbappé al basso elettrico. Entrambi sono stati coinvolti nelle nuove registrazioni agli Eastcote Studios di Londra, catturate e mixate dall'ingegnere George Murphy (collaboratore anche nel 2023 di McLaughlin/Shakti per "This Moment") coinvolgendo anche Julian Siegel al sassofono tenore e soprano e Misha Mullov-Abbado al contrabbasso. Le dodici tracce sono state poi masterizzate dall'ingegnere (già vincitore di un Grammy per “Colors” di Beck) Chris Bellman negli studi Bernie Grundman Mastering per la Impex Records. Nel 2019 la colonna sonora era pronta. Poi è arrivata la pandemia e, da allora, è l’uscita del film è stata continuamente rimandata. Passati sei anni, McLaughlin e Abey Fonn, fondatore della Impex Records, hanno deciso di non attendere oltre e di farla ascoltare con l’album appena pubblicato. In un’intervista pubblicata da Goldminemag John McLaughlin ha ricordato come i brani realizzati per “Abandoned Heights” siano stati un’occasione per ritrovare le proprie radici musicali, in particolare la chitarra blues che, verso gli undici anni, ha cominciato a privilegiare rispetto alla formazione da pianista classico cominciata da bambino. E poi le passioni dell’adolescenza: da un lato l’amore per le musiche di Miles Davis e l’aspirazione a diventare musicista jazz e, dall’altro, gli ingaggi con gruppi rhythm and blues, soul e Motown, compreso un tour con i Four Tops negli anni '60: “Quando ascolto quest’album sento tutte queste influenze”, ha commentato, riferendosi sia a brani più energici come “Malcolm Fitzgerald” o allo scorrevole incipit “The Scene”, sia alle atmosfere più introspettive di “Curaçao Dream” e a ballad come “Nathaniel and Christine” dedicata a due dei personaggi principali del film. La storia li segue mentre parcheggiano la loro auto e, accidentalmente, investono e feriscono una persona, un ex professore di letteratura in un'università di Washington che sta guardando il figlio, ottimo giocatore di basket, mentre giocava con il suo mentore. La trama di complica? Sì, e le marcate tensioni blues-rock degli oltre sette minuti di “The Beat Goes On”, dal sapore di jam, ne sono testimonianza. Ci pensa la conclusiva “The End” a riportare le tensioni in equilibrio, lasciando spazio alla verve lirica e riflessiva dei solisti. 


Alessio Surian

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