Nancy Vieira and Fred Martins — Esperança (Respect Record, 2025)

Di amore, pace e saudade suona “Esperança”, primo album collaborativo tra la cantante capoverdiana Nancy Vieira e il compositore e chitarrista brasiliano Fred Martins. Entrambi vivono in Portogallo e il loro sodalizio artistico ha inizio nel 2013. Da allora hanno condiviso diversi palcoscenici ed interessanti esperienze di registrazione fino ad approdare ad un progetto discografico comune. L’espressivo incontro tra la morna capoverdiana e la bossa nova brasiliana raggiunge perfetto equilibrio attraverso l’essenziale dialogo di voci e chitarra che, nella terza traccia, “Saiko Dayo”, si arricchisce del cristallino suono dell’andino charango. L’album si apre con la voce nuda della Vieira che canta le rime di quel che sembrerebbe quasi uno scioglilingua, pian piano si avvicina Martins che con la sua chitarra compone un quasi impercettibile tappeto ritmico; la canzone è un’originale cover di “Não Sou Daqui” della cantautrice portoghese Amélia Muge. A proposito del brano la cantante dichiara: “Qui in Portogallo, stavamo attraversando un periodo turbolento, in termini di accettazione dello straniero, e la canzone “Não Sou Daqui” di Amélia Muge sembrava perfetta, così apre l’album. Perché né Fred né io siamo di qui: io sono di Capo Verde e Fred è del Brasile, ma viviamo qui, qui è il nostro posto e ci sono tante persone che ci apprezzano”. Segue la luminosa bossa nova “Colibri”, scritta da Martins in collaborazione con Marcelo Diniz, con il quale firma anche la malinconica “Proeza”. Invece, “Querida”, originariamente elegantissima morna di Manel D’Novas, viene reinterpretata conferendo una più leggera aria brasiliana. In “A Paz Que Nasce”, immagini di delicato lirismo descrivono il potere della solidarietà e della pace: “O pão que se divide vira canção/ A mão que se decide vence o canhão” (“Il pane condiviso diventa una canzone /La mano che si protende supera il cannone”). I due artisti hanno raccontato: “Abbiamo scelto queste canzoni con il cuore attento su ciò che accade nel nostro mondo, nel nostro tempo. Grande potere è concentrato nelle mani di pochi, disuguaglianze enormi, troppe vite perse invano. Con questi brani vorremmo ricordarvi che nel mondo possono esistere la compassione, l’empatia, […] la solidarietà e il rispetto, perché alla base di tutto c’è l’amore. Sono canzoni di colleghi e amici che condividono il nostro stesso spazio spirituale, lo stesso atteggiamento di ricerca e di crescita. Versi che vibrano per il bene comune." Omaggio a Francisco Xavier da Cruz, uno dei più grandi innovatori della morna, e soprattutto ad un’istituzione della musica capoverdiana, la “diva a piedi nudi” Cesária Évora che registrò il brano nell’album omonimo del 1991, la nostalgica “Mar Azul” presenta una delle interpretazioni più intense dell’intero progetto. Composta da Teófilo Chantre, altro importante maestro che ha avuto l’onore di scrivere per l’Évora, è la solare “Nem Carnaval”. Dopo l’agrodolce “Esperança”, narrata più che cantata, si giunge ad una tenera cover di “Tu Me Acostumbraste”, noto bolero del compositore cubano Frank Dominguez. Il disco si chiude con la gentile “Trago risos”, musica e testo di Martins. La canzone è attraversata dal felice riso di un bambino e sembra voler aprire ad un nuovo orizzonte di speranza in cui, in un più radioso futuro, si giungerà ad una piena consapevolezza del meraviglioso valore della vita. 


Maria Claudia Leone

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