In “Áshira” si incontrano Jan Kadereit, rinomato compositore e percussionista e batterista di origine tedesca ma di base a Copenaghen, e l’ensemble balinese Gamelan Salukat, formato da ventuno musicisti della regione di Ubud, fondato dal compositore Dewa Alit nel 2007, dotato di un set unico di strumenti progettati da Alit affinché il gruppo possa combinare i sistemi di accordatura a doppia scala in maniera da espandere gli orizzonti armonici del gamelan. Si tratta di un’orchestra di percussioni composta da gong, xilofoni di bronzo (metallofoni) e tamburi, le cui complesse sonorità hanno esercitato fascino e influenzato da quasi un secolo e mezzo compositori europei e americani.
Dopo aver pubblicato sei album dagli ampi riscontri di critica, nel 2023 i Salukat hanno invitato il compositore e percussionista danese a collaborare. Tutta la musica è stata composta e arrangiata da Jan Kadereit. Registrato in diverse località dell’Indonesia tra il 2022 e il 2023, il disco esce per la One World Records di Carolina Vallejo.
“Áshira” delinea un’architettura musicale che abbraccia un’estetica contemporanea.
“Sono affascinato dal modo in cui il ritmo modella la nostra percezione del tempo. La musica non esiste al di fuori del tempo: non puoi ascoltarla senza muoverti attraverso di esso”, spiega Kadereit, "[…] Alcuni momenti di questo album sono densissimi, carichi di molteplici strati ritmici, mentre altri si distendono, creando la sensazione che il tempo stesso si stia espandendo. […] Nella sua essenza, questo album è un'esplorazione giocosa di tale idea, che culmina in un brano finale meditativo dove il tempo sembra dissolversi nell'eterno presente”.
L’album si apre con “Kampana - Vibration, Trembling” in cui la metallica limpidezza dei gong, la sovrapposizione dei toni e l’incedere di percussioni travolgenti stabiliscono immediatamente le coordinate sonore. Le due parti di “Saih Cenik” rappresentano una sorta di interludi dove i metallofoni dialogano con il percussività misurata e sottile di Kadereit. Più vanti, con “Besakih’s Embrace” l’album sembra rivelare la sua essenza più vitale. Ispirato a rituali sacri, il brano stratifica calung (xilofoni di bambù) e tamburi kendang in un crescendo luminoso. Non meno incisiva si configura la title track, “Áshira – Sun and Fire”, quando l’ensemble Salukat giostra con perizia tra i sistemi di accordatura duali, donando alla composizione colori inusitati. Le armonie dei metallofoni sono vorticose e i ritmi si sovrappongono, mentre da parte sua Kadereit spinge l’elemento percussivo alimentando una gioiosa energia. Per contro, “Mamdi” si sviluppa in maniera contemplativa, offrendo una fase di sospensione. Infine, l’album culmina con il fascinoso magnetismo ciclico in 22 minuti di “Dalai di Alam”.
“Áshira” è una co-creazione che distilla sensibilità sperimentale, invitando chi ascolta a lasciarsi avvolgere dal flusso sonoro.
Ciro De Rosa
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