Antonio Forcione & Cenk Erdoğan – The Storytellers (Jazz Plus, 2026)

Quando sei corde tastate incontrano sei corde non tastate non può che venir fuori una variegata gamma di sonorità che provocano sottili emozioni. L’incontro in questo caso avviene tra il chitarrista italiano Antonio Forcione, nylon string guitar, e il chitarrista turco Cenk Erdoğan, fretless guitar, che recupera la secolare tradizione microtonale dell’oud, strumento viaggiatore per antonomasia la cui provenienza è orientale ma che in Andalusia è approdato dando origine alla moderna chitarra. “The Storytellers” si intitola il loro lavoro, infatti i due artisti con la musica si pongono come dei veri e propri ‘narratori’, quasi in senso benjaminiano, di storie mitiche ma anche minime. Ci dice di prima mano Forcione che “questo album è l’incontro di due viaggi, due chitarre e due modi di raccontare storie. Quando Cenk e io abbiamo suonato insieme per la prima volta, ho avuto l’impressione che fosse più come una conversazione che una collaborazione. “The Storytellers” nasce da questo dialogo: uno spazio dove la memoria, l’immaginazione e un’umanità condivisa possono trovare una voce comune. Ogni brano ha frammenti di storia della giovinezza, di riflessioni sull’amore, di resilienza, e di speranza. Insieme abbiamo cercato di intrecciare queste storie attraverso le nostre note, dove melodia e ritmo parlano in modo profondo come mai le parole potrebbero fare”. La prima traccia, “Folk Song for Two” (Antonio Forcione), è ispirato al grande Egberto Gismonti di cui riprende lo stile a cui la chitarra-oud microtonale di Erdoğan aggiunge un sapore orientale unendo due culture lontane, cosa che alla musica riesce sempre benissimo. Segue “Da Capo” (Cenk Erdoğan) che è un ritorno alle origini del flamenco, un ‘cante jondo’ trattato con piglio moderno, dove i due strumenti si trovano agevolmente a dialogare. “Children of the World” (Antonio Forcione) appartiene alla collaudata categoria delle ‘children songs’ in cui i protagonisti sono bambini di tutto il mondo e dove l’innocenza si incontra spesso con il dolore, ma il messaggio è rivolto ovviamente al mondo degli adulti. Un tema che ricorda i giochi infantili, che è costituito da un inciso trocaico di tre doppie note che si ripetono ostinatamente prima di lanciarsi in una improvvisazione e poi ricomparire. A seguire “Hands on the table” (Cenk Erdoğan) dove la metafora è quella di due cuochi che si cimentano nei ripetitivi creando dall’unione dei sapori delle relative scale musicali servite in un solo piatto. “Petals in the Ashes” (Antonio Forcione) è un toccante brano che racconta la sfida dei petali che non soccombono alla cenere, una lenta passacaglia che ricorda certi palos del flamenco. Il successivo “Dilemma” (Cenk Erdoğan) è un brano dedicato alla difficoltà di scegliere quando la vita impone di farlo qui simbolizzata dai due diversi linguaggi, quello temperato che rappresenta la razionalità e quello non temperato che rappresenta invece sentimento altalenante tra l’agire e il non agire. “Nena” (Antonio Forcione) è un brano dal carattere nostalgico ma senza rimpianti, ottimistico nonostante conflitti e avversità che si possono ancora trasformare in sogni e speranze. “Leaving Home” (Cenk Erdoğan) affronta il tema del partire e restare: dietro ogni persona che parte c’è sempre ‘qualcuno che l’aspetta’. Questo brano evoca proprio lo stato d’animo di queste persone con un suono che ritorna sempre, mentre le digressioni improvvisate rimandano invece alla vita di chi è sempre in viaggio. “Turning Pages” (Antonio Forcione) è un brano di grande atmosfera emotiva. Il lavoro finisce con “Luna” (Cenk Erdoğan), l’emozionale satellite, che da sempre ispira e ipnotizza gli artisti, raccontato nelle sue diverse fasi facendole corrispondere ai diversi stati emozionali che riesce a evocare, qui l’improvvisazione jazzistica nel canone flamenco è bene in evidenza. Un disco davvero interessante che suggerisce un ascolto crossover tra gli amanti della chitarra flamenco, del jazz, della musica orientale e occidentale. 


Francesco Stumpo

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