Trombonista, cantante, compositore, un figlio del Bronx con genitori portoricani, William Anthony Colón Román ha segnato la storia della salsa e, dalla fine degli anni Sessanta, ha venduto oltre 30 milioni di copie dei suoi dischi, con vari album di platino, 11 candidature ai Grammy e Latin Grammy e partner di primo piano: Héctor Lavoe, Yomo Toro, Rubén Blades, Celia Cruz, Mon Rivera. Colón aveva iniziato a suonare la tromba all'età di 12 anni, per passare presto al trombone e, all'età di 16 anni, firmare il primo contratto discografico. È morto il 21 febbraio; ad annunciarlo è stata la sua famiglia che non ha comunicato la causa del decesso: “È con profonda tristezza che annunciamo la scomparsa del nostro amato marito, padre e rinomato musicista, Willie Colón. Si è spento serenamente questa mattina circondato dalla sua amata famiglia. Pur piangendo la sua assenza, al tempo stesso gioiamo per il dono eterno della sua musica e per i ricordi preziosi cui ha dato vita e che resteranno per sempre”. Aveva pubblicato il suo primo album in stile “boogaloo” a 17 anni, con una nuova etichetta discografica indipendente destinata a diventare leggendaria: la Fania Records, fondata a New York dal dominicano Johnny Pacheco e dall'imprenditore americano Jerry Masucci nel 1964. Il suo esordio musicale, “El Malo” (Il cattivo), mescola armonie jazz, rock e R&B, insieme a mambo e cha-cha-cha: all’ortodossia della musica latina nordamericana suonò grezzo e non gli furono risparmiate le critiche, ma quel suono si fece strada tra i giovani nuyoricani e diventò uno degli elementi attraverso cui narrare e affermare la propria identità, soprattutto attraverso la voce del cantante portoricano Héctor Lavoe che registrò con Colón vari album di successo, fino al 1975. Qui lo ascoltiamo in "Aguanile", registrata nell’album "El Juicio" del 1972, composta a quattro mani da Colón e Lavoe, cavallo di battaglia dal vivo.
Tratto distintivo degli arrangiamenti di Willie Colón è l’interazione fra fiati (in particolare i tromboni), percussioni e pianoforte. Nel 1977, per la colonna sonora di una produzione televisiva di Latino Broadcasting Service trasmesso da WNET-PBS, coinvolse un gran numero di eccellenti strumentisti, con percussionisti di primo piano – Milton Cardona e José Mangual Jr. – a fianco di colleghi che stendevano un ponte fra poliritmi latini e jazz come Andy González al basso e Alphonse Mouzon ai timbales. Riunì nell’album “El Baquine De Angelitos Negros” dodici tracce fra cui spicca“Apartamento 21”.
Allo stesso anno risale il primo album insieme al panamense Rubén Blades, “Metiendo Mano!”, che include la canzone “Pablo Pueblo”, una storia sulla povertà e sulla dura vita di un lavoratore, una narrazione musicale che è considerata uno dei semi del movimento della salsa “consapevole” (anche se gli esordi della collaborazione fra Colón e Blades risalgono al 1975 con la canzone “El Cazanguero” ). Pubblicato il 7 ottobre 1977 dalla Fania, l'album venne prodotto da Colón e Jerry Masucci: fu il primo di cinque album imperniati sulla collaborazione fra Colón e Blades. Nel 1994, “Pablo Pueblo” divenne la colonna sonora della campagna presidenziale di Blades a Panama.
Il seguente album, “Siembra”, venne registrato da Jerry Masucci e Johnny Pacheco nei La Tierra Sound Studios a cavallo fra il 1977 e il 1978. Venne pubblicato dalla Fania il 7 settembre 1978 ed è diventato l'album di salsa più venduto nella storia della musica salsa, con brani famosisimi come “Pedro Navaja” e “Plástico”, con testi che leggevano in profondità le dinamiche urbane nordamericane.
Nel 1980 e 1981 seguirono rispettivamente “Maestra vida”, un’opera salsa che racconta la classe operaia latino-americana attraverso le vite di personaggi come Carmelo da Silva e Manuela Pérez e il quartiere popolare in cui vivono e “Canciones del Solar de los Aburridos”. Quest’ultimo venne nominato ai Grammy, ma ricevette poca attenzione dalle radio statunitensi: veniva censurato (soprattutto da parte delle comunità cubane negli USA) l'orientamento politico della canzone “Tiburón” (letteralmente, “Squalo”), riferimento all'egemonia degli Stati Uniti in America Latina. Anni dopo, Willie Colón ricordò che: “Quel tipo di composizioni ci causarono molti problemi, tanto che, a un certo punto, quando stavamo registrando “Pedro Navaja” e ”Tiburón” con Blades, dovemmo esibirci indossando giubbotti antiproiettile”. Ben diversa fu l’accoglienza a Porto Rico e nel resto dell'America Latina, dove “Tiburón”, “Te Están Buscando” e “Ligia Elena” divennero popolari attraverso la radio.
Negli anni '70, Celia Cruz firmò un contratto con la Fania, dove pubblicò alcune delle sue canzoni più popolari. Con Willie Colón la collaborazione prese piede nel 1981 e con “Celia y Willie”, il secondo album di Cruz e Colón giocò sull’intesa tra la “Regina della Salsa” e “El Malo del Bronx” con successi come “Dos Jueyes”, “Latinos en Estados Unidos” e “Kirimbambará”.
Nello stesso periodo Colón registrò anche “Mi Sueño”, composta dal brasiliano Martinho da Vila e inserita nell'album “Fantasmas” (1981), con le percussioni a sostenere arrangiamenti che mescolano violini e tromboni.
Pubblicato dalla Sony a gennaio del 1995, “Tras la tormenta” ha riunito in un disco per l’ultima volta Colón e Blades (negli Acme Recordings Studios dove però non si sono mai incontrati). Venne registrato dopo una pausa di dieci anni tra Blades e Colón, a seguito dei disaccordi sorti a proposito della produzione dell’album “The Last Fight” (1984). “Tras la tormenta” fu candidato alla 38ª edizione dei Grammy Awards come miglior album latino tropicale. Salì al terzo posto nella classifica degli album tropicali di Billboard. Vennero promossi quattro singoli: “Talento De Televisión”, “Tras La Tormenta” e “Como Un Huracán” e il brano che apre l’album: “Homenaje a Hector Lavoe”.
L’ultimo ventennio l’ha consacrato con vari premi: è entrato nell’ International Latin Music Hall of Fame nel 2000; nel 2004, la Latin Academy of Recording Arts and Sciences gli ha attribuito il Lifetime achievement award. La rivista “Billboard”, nel 2015, l’ha inserito fra i 30 artisti latini più importanti di sempre. Nel 2019 è entrato anche nella Latin Songwriters Hall of Fame.
Alessio Surian
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