Il temperamento equabile, ovvero la divisione dell’ottava in dodici parti uguali, ha richiesto secoli di sperimentazione. Tuttavia, non sarebbe stata la risposta definitiva all’accordatura degli strumenti, infatti, se in occidente il temperamento ha cristallizzato la musica tonale, in altre parti del mondo, come l’Oriente, dove prevale da sempre il principio del maqām, della modalità e microtonalità, esso non ha trovato la stessa accoglienza. Ne è testimonianza questo lavoro dal programmatico titolo “Old Friends", in cui The Secret Trio, dopo “Soundscapes”, “Three of Us” e “Coexist”, continua la sua proposta di unione dei linguaggi musicali diversi sotto l’unico denominatore dell’amicizia. Nel disco troviamo infatti uno strumento temperato come il clarinetto, magistralmente suonato da Ismail Lumanovski, nato in Macedonia nel 1984, è diventato uno dei clarinettisti più richiesti al mondo, esibendosi come solista classico di spicco con orchestre sinfoniche e partecipando ai principali festival di world music. Il clarinetto dialoga con strumenti modali della tradizione medio orientale come la cetra kanun suonata da Tamer Pınarbaşı, nato in Turchia nel 1970, il quale ha creato una propria tecnica per l’antico strumento, infine l’oud, suonato da Ara Dinkjian, statunitense di origine armena, già celebre con i Night Ark.
Nella prima traccia, “Hicaz Saz Semai (Garip)”, il compositore e suonatore di kanun Göksel Baktagir fa rivivere la musica strumentale classica ottomana del saz semai. Segue “Dik Halay/Diyarbekir Halay”, una folk song basata sull’ halay, danza popolare tradizionale dell'Anatolia nella varietà regionale dei passi e delle variazioni melodiche. Infatti, il Trio esegue un medley di halay di Elazığ e Diyarbekir. “Tutsak” (Prigioniero) è un motivo del famoso compositore e musicista Onno Tunç (1948-1996) uni degli artisti che hanno condotto la musica popolare turca ai massimi vertici dell’espressività e creatività. La quarta traccia “Fincanı Taştan Oyalar/Vardar Ovası” (Scolpiscono la coppa dalla pietra) è formata da un medley di canti popolari in modo melodico Hicaz e ritmo curcuna (10/8). “Fincanı Taştan Oyalar” è di origine turca sconosciuta a differenza di “Vardar Ovası”, che invece proviene dalla Macedonia. “Bülbülüm Altın Kafeste” (Il mio usignolo nella gabbia d'oro) è un canto popolare di Salonicco in modo melodico kürdi e ritmo aksak (9/8). Con un’improvvisazione del suonatore di kanun Tamer Pinarbaşı, si tratta di un brillante esempio di come il Trio riesce a fondere l'armonia occidentale con la musica maqām (modale). Scorrendo le ultime quattro tracce troviamo “Hicaz Longa” e “Common Spirit”, entrambe composizioni di Ara Dinkjian. Nella prima il sax introduce liberamente il maqām continuando poi all’unisono con gli altri due strumenti a diversi registri; la seconda (ultima traccia) è un brano di grande respiro melodico, distensione e intensità. In mezzo, ci sono due folk songs: ‘’Dersim Dört Dağİçinde’Hay” e “Herosneri Yerk” in cui la parte solistica del clarinetto appare divisa dall’accompagnamento, un brano con uno sviluppo armonico interessante e che crea un’atmosfera sospesa tra Occidente e Oriente.
Quest’album rappresenta davvero una grande occasione di ascolto e vanta un’elevata qualità sonica. Un lavoro dove prevalgono amicizia, accoglienza, fraternità e pace: valori che solo la musica sa trasmettere così profondamente.
Francesco Stumpo
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