Pastor Chris Congregation West Virginia Snake Handler Revival – They Shall Take Up Serpents (Sublime Frequencies, 2025)

L'Ofiuco (in greco antico Ὀφιοῦχος/Ofiôuchos, cioè Serpentario, colui che porta il serpente) è il nome di una costellazione già nota ai Babilonesi, poi identificata fra le 48 di Tolomeo e inclusa fra le 88 costellazioni attualmente riconosciute. Fra il 29 novembre ed il 17 dicembre è attraversata dall’eclittica, il percorso apparente che il sole compie (nel corso di un anno) rispetto allo sfondo della sfera celeste. Viene rappresentata come un uomo che porta un serpente fra le braccia. Prendere in mano il serpente ricorre anche nel Vangelo di Luca e in riferimento a San Paolo negli Atti degli Apostoli. Il Vangelo secondo San Marco (16:18) recita: “Questi sono i segni che seguiranno coloro che credono: nel mio nome scacceranno i demoni; parleranno lingue nuove; prenderanno in mano i serpenti; e se berranno qualche veleno, non li danneggerà; imporranno le mani ai malati, e questi guariranno”. Dall’inizio del XX secolo, evangelici e pentecostali nordamericani hanno incluso questa pratica, dagli Stati del sud, come Georgia, Alabama, e Mississippi, fino al Canada, con un centro particolarmente vivo in West Virginia, nei Monti Appalachi. Proprio qui, nel 1977, (qundici anni dopo “Tarantula” di Gianfranco Mingozzi), nella cittadina Jolo (Contea MacDowell) sì recò la regista Karen Kramer. Si ritiene che negli anni ’70 del secolo scorso ci fossero ancora circa 500 congregazioni simili nel territorio dei Monti Appalachi. Nell’arco di quattro soggiorni a Jolo, Kramer documentò sia le messe, sia il contesto locale e ne ricavò i quaranta minuti del documentario “The Jolo Snake Handlers”. A distanza di quasi cinquant’anni. in quei luoghi si è recato il produttore Ian Brennan. Nel frattempo, la contea locale ha visto andarsene quattro persone su cinque a seguito dello smantellamento dell'industria carbonifera: è una regione fra le più colpite negli Stati Uniti per numero di morti per droga, oltre ad essere la più povera dello Stato. Brennan ha chiesto di poter registrare con un otto piste una messa della domenica di oltre due ore della Congregazione del pastore Chris Wolford e ne ha ricavato un album, in presa diretta, evitando overdub. Per Brennan queste tredici tracce “rappresentano, per molti versi, un complemento e un contrappunto - l'altra faccia del profondo Sud, per così dire – alla musica esplorata negli album Parchman Prison Prayer. L'album è stato un tentativo di ascoltare al di là di questa divisione; una divisione che non è mai stata completamente sanata e che continua a tormentare e mettere in pericolo gli Stati Uniti ancora oggi”. È anche il primo album dedicato dall'etichetta Sublime Frequencies (di Seattle) a musica registrata negli Stati Uniti: l’unico targato USA dopo 129 uscite che hanno spaziato ovunque fra Africa, Asia e Oceania. “Spirit of God”, dura un minuto, ed è posto in apertura, con la voce, a cappella, amplificata del pastore che sembra emergere da un pozzo, tanto è avvolta dall'eco. Come di consueto, negli album prodotti da Brennan, l'attenzione non è rivolta a descrivere una tradizione, ma a cogliere la sonorità e le specificità delle singole voci, intonate o meno. Lo stesso ripetitivo pattern di chitarra elettrica su loop di batteria che fonde blues e rockabilly, può fare da propulsore a più brani, da “Do You Love Him’” alle due versioni di “Jesus Has To Be #1” poste come secondo e come ultimo brano (di tredici minuti). Brennan ricorda che “pochi minuti dopo essere entrati in uno stato di trance durante il servizio religioso contenuto in questo album, entrambi i predicatori erano già madidi di sudore. Più che rigorosi interpreti delle Scritture, i predicatori sono improvvisatori di talento in grado di parlare per ore e ore”. Brevi estratti dai loro sermoni sono intercalati alle parti in cui sono accompagnati dalla sezione ritmica: emblematici i due blues a carattere esorcistico “Taking Up Serpents (and It’s Alright)”, dall’andamento lento, e il più vivace “Don’t Worry, It’s Just a Snakebite” che lascia spazio anche all’improvvisazione delle chitarre. Brennan aveva giurato di tenersi lontano dai serpenti durante la messa, ma alcuni gli sono stati sventolati in faccia mentre si avvolgevano attorno alle mani dei predicatori: “Mi sono accovacciato ai piedi dell'altare a proteggere l'attrezzatura. Quasi subito il pastore è stato morso, il sangue è zampillato e ha formato una pozza sul pavimento. Le parrocchiane hanno pulito il sangue rendendo chiaro a cosa servissero i rotoli di carta assorbente impilati sul pulpito. Questo momento è udibile alla fine dell’undicesimo brano, “Don't Worry It's Just a Snakebite (What Has Happened to This Generation?)”. sublime-frequencies.bandcamp.com/album/west-virginia-snake-handler-revival-they-shall-take-up-serpents 


Alessio Surian

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