Marco Grancelli – Camino trunco (Autoprodotto, 2025)

Racconto di un’anima divisa, tra partire e restare, sensibile al richiamo tellurico di una antica ma viva tradizione, “Camino trunco” – primo album solista del musicista argentino di residenza francese Marco Grancelli, pubblicato nella sua versione integrale a dicembre 2025 – è più di un interessante viaggio alla riscoperta del folklore musicale sudamericano, è incontro alchemico di ispirate coplas, ritmi e voci di un orizzonte espressivo profondo e originale. La musica di Grancelli, temprata dalla lunga e fruttuosa esperienza nel duo Aguamadera (con Marìa Cabral, attivo dal 2015), dalle numerose partecipazioni a festival internazionali (come Festival Ethnos e Festival Artetango) e dalla recente collaborazione nel Trio Tikismikis (con Chloé Bousquet e Luciano Gimenez Luna), dimostra in questo nuovo progetto la matura consapevolezza che il cammino volto alla ricerca della propria identità artistica è un percorso indefinito e “tronco”, in cui è forse possibile ricucire il legame con le proprie radici procedendo “per sottrazione”, attraverso arrangiamenti semplici ed essenziali (spesso di sola voce e chitarra). E così il suono, spoglio da ogni artifizio, non tradisce o contraffà la tradizione ma la reinterpreta con eleganza e personalità. L’album si apre con un’emozionante cover della malinconica “La Finadita” (“Piccola defunta” o “Piccola morte”), funerea chacarera argentina con contrappunto di bombo legüero, suonato da Pablo Cruz. Segue la sentimentale “Verdes arreboles”, scritta a quattro mani con l’artista e poetessa messicana Violeta Jarero, il cui sodalizio musicale ritrova felice conferma in un’intima interpretazione del canto popolare “Vidala de lejas tierras”, nona traccia del disco. Dopo l’aire de zamba “Aurora”, meravigliosa composizione originale per sola chitarra, Grancelli celebra la vita dei pescatori con la folklorica chacarera “Alma challuera”. “Si te bautizó la luna” appartiene all’allegro genere del gato e il suo testo è una dolcissima poesia d’amore. Il cuore del disco, costituito da “Al camino” e “Con el alma dividida”, è dedicato al tema del viaggio che è insieme movimento, incontro e destino di un’anima ferita, in preghiera e in eterna ricerca di senso in un passato che potentemente risuona nei canti “seminati” dagli antenati (“canciones que los abuelos sembraron”). La formula della chacarera è riproposta nella commovente “Churita mi corazón” e nell’energica canzone di protesta “Está pasando”, nelle quali omaggia e collabora con Luciano Gimenez Luna. Pregna di trasporto emotivo è “Flor de Amancay” (feat. Miguel Rivaynera), in cui la vibrante voce del Grancelli emerge con più vivace colore nel dinamico dialogo con la chitarra. L’ultimo brano, tributo al vicino Perù, è intitolato “Blanca azucena” e attraverso la ruvida semplicità del simbiotico unisono di voce e chitarra, compendia le intenzioni stilistiche perseguite dall’artista che, ancora una volta, non stratifica ma “dissotterra” e “fertilizza” il linguaggio di una tradizione musicale tra le più ricche e affascinanti al mondo. 


Maria Claudia Leone

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