Rob Mazurek Special Project, Padova, 25, 26 e 27 marzo 2024

Il trombettista e compositore Rob Mazurek è di casa a Padova: con lui il Centro d’Arte ha mantenuto un rapporto ventennale invitandolo per la prima volta con il Chicago Underground Quartet nel 2005 proprio al termine del quinquennio in cui Mazurek ha avuto come base soprattutto il Brasile, fra Manaus e São Paulo e aveva costituito con Mauricio Takara e Guilherme Granado i São Paulo Underground. Nel frattempo, Mazurek è ripassato per Chicago, la città in cui è cresciuto, e si è trasferito a Marfa nel deserto texano di Chihuahuan dove ha dato vita al suo studio di “astrattivista” in cui mescola i suoi lavori con arti visive, campionamenti e fiati rimanendo molto prolifico anche nella produzione di album musicali. Fra le sue uscite recenti ci sono nuovi lavori come “Saturno Mágico” con i São Paulo Underground, due dischi con la Exploding Star Orchestra e il duo con il poeta e compositore Damon Locks con cui ha registrato nel 2023 “New Future City Radio” per la International Anthem. Ottima l’idea, quindi, del Centro d’Arte di offrirgli una “residenza” di tre giorni, occasione per vederlo all’opera con
diverse formazioni. Nel tardo pomeriggio di lunedì 25 marzo, Rob Mazurek e Damon Locks sono stati ospiti della sala Club di HiFi Record dove si è tenuto un incontro, rivolto in primo luogo agli studenti dell’Università di Padova, ma aperto a tutti. Enrico Milani ha cucito il tutto con domande mirate soprattutto ad approfondire l’architettura che lega le diciotto tracce di “New Future City Radio”, sorta di “collage” sonoro che ha come filo conduttore il passaggio brusco, come quando si “cambia il canale” della radio, coltivando un’estetica rodariana del mettere insieme quel che sarebbe apparentemente distante, alla ricerca di contrasti e sinergie inedite, ma anche volontà programmatica del far ascoltare le voci delle diverse aree di Chicago, in affinità con il lavoro promosso da alcune radio “comunitarie”, e per capire l’evoluzione attraverso sei decenni
dell’esperienza AACM (Association for the Advancement of Creative Musicians) e di come ha influenzato progetti più recenti come l’Exploding Star Orchestra e il Black Monument Ensemble (BME) con cui Damon Locks ha prodotto due album per la IARC (“Where Future Unfolds”, 2019, e “NOW”, 2021). Per Locks si tratta di riconoscere che i “monumenti” degli afroamericani non sono tanto le statue, ma la danza e la musica, specie quando riesce ad essere interpretata da ensemble transgenerazionali, un aspetto su cui lavora anche in carcere. Locks è rimasto così colpito dall’impianto di HiFi Record da asserire che “se divento ricco, volo qui per ascoltare la qualità delle mie prossime registrazioni”. A seguire, il 26 marzo sera, al Teatro Torresino, Mazurek ha presentato due ensemble con due estetiche diverse, ma egualmente energetiche e creative. Il primo set ha visto protagonosta il duo New Future City Radio con Damon Locks alla voce e all’elettronica, mentre Mazurek si divideva fra trombe, flauti, campionatori, voce e un insieme di campanelli intrecciati a tessuti, sorta di
strumento sciamanico se cui far scaturire linee di tromba o urla propiziatorie in grado di coinvolgere anche il pubblico. Il secondo set ha propostoo una sintesi delle formazioni nordamericane e brasiliane: il Chicago- São Paulo Underground Trio coinvolge Mauricio Takara alle percussioni e elettronica e Chad Taylor alla batteria (ma Damon Locks, fedele all’estetica del collage ha collaborato all’inizio e alla fine del set). Gran finale il 27 marzo nella Sala dei Giganti al Palazzo Liviano con l’inedito Galctic Percussion Unit: ai musicisti della sera prima si sono uniti Pasquale Mirra al vibrafono e Mikel Patrick Avery alla batteria e alle percussioni per un concerto all’altezza delle aspettative, celebrazione di un’estetica poliritmica. 

 
Alessio Surian

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