Siger – When We Fly (Trad Records, 2023)

Esponenti di primo piano della musica acustica contemporanea belga, i rodatissimi fratelli Dhoore, Hartwin (organetto diatonico) e Ward (mandola, chitarra, synth, soundscapes), oltre a partecipare a una miriade di progetti (Viorel, Trio Dhoore, con il terzo fratello, Koen, Estbel, Spiral e The Flemish Folk Caravan), si esibiscono come duo sotto il nome di Siger. Nel 2022 hanno realizzato “Rodeland”, pubblicato dalla Trad Records https://tradrecords.be/ (fondata da Ward insieme a Jeroen Geerinck), un adorabile album acustico in cui proponevano otto composizioni proprie e due tradizionali fiamminghi che conducevano l’ascoltatore verso orizzonti intimi o più vivaci e movimentati che “ritraggono” la regione in cui sono cresciuti, il Rodeland, nelle Fiandre Orientali. Con la loro seconda produzione, “When we fly”, il duo di Sint-Lievens-Houtem, al quale si aggrega Jeroen Geerinck al flicorno, raccoglie le ispirazioni derivanti dai viaggi e dai tour, dopo le chiusure forzate del periodo pandemico. La musica dell’album “riflette le nostre emozioni trasmesse in onde sonore. Essere fratelli, fare musica insieme può essere impegnativo ma anche molto gratificante. Quando ci immergiamo nella musica e ci incontriamo nel nostro universo musicale, è allora che voliamo”, dicono i due musicisti. Si tratta sempre di un album strumentale si tratta, con una copertina dai colori pastello che ritrae due gabbiani in volo sull’acqua. In un certo senso, l’immagine evoca le atmosfere create dai due fratelli, che non tradiscono la loro abilità di spaziare combinando stili popolari del loro Paese, elementi classici e sentori “celtici” che traspaiono dalle dieci tracce nate dalla loro penna. Gli esiti maggiori risiedono nella notevole attenzione per i profili melodici, l’afflato emozionale, i fini incastri e gli scambi di ruolo degli strumenti, la freschezza danzante, le sempre centrate arie lente, contemplative e avvolgenti. Nel vagabondare complessivo, si affermano l’iniziale “Orchard Breeze”, la cangiante title track, l’immaginativa e chiaroscurale Mareel, l’irlandese “Airboys” e la movimentata “We'll Meet Again”, tema di commiato di questo dialogo familiare di classe. 


Ciro De Rosa 

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