Claudio Fasoli NeXt 4et – Ambush (aBeat, 2023)

Sassofonista tra I più apprezzati della scena jazz italiana, Claudio Fasoli ha alle spalle un lungo ed articolato percorso musicale nel quale spiccano numerose esperienze musicali a partire dai favolosi giorni dei Perigeo, passando ai diversi progetti messi in campo negli anni, animato da una costante tensione verso l’esplorazione di nuovi territori sonori ed espressivi. A caratterizzare il suo approccio al sax è uno stile evocativo nel quale l’intensità e l’esaltazione dell’aspetto melodico va di pari passo con la ricerca e l’improvvisazione. A partire dal 2000, lo abbiamo apprezzato alla guida di diverse formazioni in quartetto, dopo un lungo segmento in cui la sua attenzione si era concentrato sul trio, e in questo solco si pone l’interessante progetto NeXt 4et che lo vede affiancato da Simone Massaron (chitarra elettrica e elettronica), Tito Mangialajo Rantzer (contrabbasso) e Stefano Grasso (batteria) con i quali nel 2021 ha dato alle stampe il pregevole “NEXT”. A distanza di due anni da quest’ultimo, li ritroviamo insieme in “Ambush” album nel quale Fasoli ha raccolto dieci composizioni inedite che, rispetto al precedente, ampliano il raggio delle esplorazioni sonore del quartetto con l’aggiunta dell’elettronica ad esaltare il tratto evocativo e ritmico. Inciso presso gli Artesuono Recording Studios di Amerio Stefano a Tavagnacco (Ud), il disco come, come lascia intuire il titolo in inglese, è una sorta di imboscata, una sortita improvvisa e libera di quattro strumentisti in grado di muoversi abilmente nei territori free, con un interplay tanto imprevedibile quanto serrato ad esaltare le strutture contemporary dei brani. A colpire certamente è la ricercatezza delle timbriche, così come le ritmiche chiaroscurali che muovono da ambientazioni sonore brillanti a passaggi più riflessivi. Lo straordinario sax di Fasoli giganteggia nelle imprevedibili fasi dialogiche con la chitarra elettrica di Massaron, il tutto magistralmente supportato dal contrabbasso di Mangialajo Rantzer e dalla batteria di Grasso a creare architetture ritmiche di grande impatto. Durante l’ascolto, si attraversano così atmosfere e situazioni differenti tra brani veloci ed intensi e segmenti intimistici, non senza qualche passaggio ora più poetico, ora visionario. Ad aprire il disco è il breve intro di “Dortny” che senza soluzione di continuità ci introduce alla vibrante “Dec.26th” con la chitarra a guidare il tema su cui si innesta il sax di Fasoli. La successiva “Belly” vede il sax di Fasoli esporre il tema a due voci con la chitarra per poi lasciare il quartetto libero di stravolgerlo e decostruirlo. L’atmosfera cambia con “Arogarb” con il suo tema meditabondo nel quale la chitarra e la batteria costruiscono la cornice per la trama melodica del sax. Se “Off” si apre con un brillante solo di Fasoli al sax tenore per evolversi in una narrazione dalla grande potenza evocativa, la successiva “Squero” ci consegna uno degli episodi più visionari del disco con la chitarra elettrica e il sax in grande evidenza. L’inquieta improvvisazione d “Diachromo” ci consegna un call and response imprevedibile avvolto da un atmosfera quasi siderale i cui echi si riverberano nella successiva “Stucky” con l’eloquio quasi onirico della chitarra sul quale si inserisce il sax di Fasoli. Il vertice del disco arriva nel finale con “Covent Garde” che si sviluppa su una struttura a metà strada tra jazz-rock e prog con il sontuoso intreccio tra sax e chitarra, e la conclusiva “Venezia”, un poetico ritratto della città veneta, nella quale si apprezza il tema quasi cinematografico che ci riporta alla mente un tramonto tra i canali. Insomma “Ambush” è un altro lavoro di assoluto spessore che conferma non solo la lungimiranza di Claudio Fasoli nel valorizzare le potenzialità di questo quartetto, ma anche quello stato di grazia compositivo apprezzato in “NEXT”. 


Salvatore Esposito

Posta un commento

Nuova Vecchia