Zeyn’el – Divan & Divine (Arc Music, 2023)

I messaggi contenuti nelle canzoni tradizionali turche che il cantante e cantautore Zeyn’el ha ascoltato nella sua infanzia, gli hanno fornito guida e ispirazione nella carriera artistica e professionale. Affascinato dall’idea di coscienza universale affiorante dal profondo di queste canzoni, si è laureato in filosofia e ora sta affrontando un dottorato in musicologia presso l’Università Tecnica di Istanbul. Riconoscendo che, oggi come in passato, la musica può veicolare anche principi etici, Zeyn’el ha deciso di riversare il suo talento nella quinta arte. Per dodici anni, inoltre, ha lavorato come ingegnere del suono nell’ambiente del rock turco, collaborando con molti, importanti musicisti e dimostrando estrema versatilità come strumentista all’ukulele, banjo e chitarra. Con “Divan & Divine” Zeyn’el ha inteso omaggiare le culture turche dell’Anatolia, Azerbaijan e Iran attraverso la fine realizzazione di un complesso mosaico. Nel lavoro si incontrano brani dei trovatori dal XIV al XVI secolo, testi sull’ingiustizia che ha afflitto storicamente quell’area del mondo, accanto a brani composti dallo stesso Zeyn’el che propongono l’incontro tra musica dell’occidente ed elementi turco-anatolici con contenuti di grande spessore etico. La giustizia sembra essere il tema principale delle canzoni racchiuse in questo lavoro. Dieci brani molto gradevoli sono animati dalla bella voce espressiva e melodiosa del cantautore. La vocalità particolare e delicati accenti malinconici nei brani selezionati, rendono a tratti molto toccante l’ascolto. Fonte di ispirazione sono alcune leggende turche: la prima traccia, ad esempio, è dedicata al poeta del XIV secolo Seyid Imadeddin Nesimi noto per essere stato scuoiato vivo, orribile esecuzione di cui hanno parlato tanti menestrelli nelle loro canzoni. Il secondo brano, con un’apertura al banjo, è invece riferito a una leggenda dell’Azerbaijan del periodo ottomano che narra di Köroğlu, figlio di Yusuf, testimone di nozze del governatore. Yusuf venne accecato come punizione per non aver portato al figlio del governatore un puledro e venne vendicato da Köroğlu grazie ai poteri magici conferiti a questo da uno stallone alato. Anche la bella terza traccia, molto ritmata, si apre con il banjo e un canto melodico, e, come le tre successive, è dedicata a Pir Sultan Abdal, poeta e uomo politico alevita, con un’atmosfera quasi mistica rafforzata dal suono delle tastiere. Nel quarto brano si racconta di Pir Sultan Abdal giustiziato e poi beatificato. Nelle tre successive, suggestive canzoni si raggiunge, secondo chi scrive, l’acme dell’album: la sofferta “Ben de Şu Dünyaya Geldim Sakinim”, ispirata alle credenze Sufi condivise dal gruppo ascetico dei Dervisci noti per le posture e le danze rituali, i quali enfatizzano i principi universali dell’amore e dell’abbandono delle illusioni egoiche per incontrare Dio. A seguire le canzoni folk “Şu Kanlı Zalimin Ettiği İşler” sulla morte di Pir Sultan Abdal e “Ne Feryad Edersin” sulla sofferenza d’amore: per un innamorato questo mondo è un luogo di sofferenza perché l'amore non è mai corrisposto. La parola “divane”, fulcro della canzone e di questo lavoro, deriva dalla parola persiana "dīvāna" o ‘dēvāne’ (tradotto letteralmente ‘pazzo’), termine usato per indicare una persona molto attaccata a qualcosa, al punto da perdere la testa. Questa ricerca è risolta nella tradizione Sufi attraverso i concetti di ascetismo e amore divino. Ancora un poeta, stavolta del XIX secolo, Ashik Serdari, che nell’ottava traccia mette in evidenza l’ingiustizia economica del mondo in cui viveva. Nella nona si parla di abuso dei bambini e di violenza sulle donne, che purtroppo sono tristemente diffusi in Turchia e non solo, con un brano composto da Zeyn’el. Infine, “Epilogue - Story of Divan” composto da Zeyn’el e interpretato dalla voce della docente F. Belma Ogul dell’università di Istanbul, combina il parlato e il cantato, con un messaggio che vuol essere di ottimismo per il futuro nonostante la complessità dei temi trattati nell’album. In questo mistico viaggio a cavallo tra tradizione e modernità, Zeyn’el canta e suona il banjo, il merlin e l’ukulele ed è accompagnato sia da strumenti tradizionali che da strumentazione contemporanea che introduce piacevolmente tasselli grintosi rock suonati da Ergin Kandemir (chitarre , tastiera e merlin), Özer Ateş (basso, contrabasso e basso fretless), Burak Taşdemir (tamburi), Canay Doğan (tastiere e voce), Çisem Soylu e F. Belma Oğul alle voci, Yarkın Sezgin (chitarra), Kerem Aslan (percussioni), Banjoe Danger (banjo), Onur Şekercioğlu (piano e tastiere), Merih Aşkın (aşkın sazı, dede sazı, sipsi, chitarra fretless). “Divan & Divine” è un lavoro ottimamente realizzato, interessante e in alcuni aspetti commovente, che punta a valorizzare un repertorio esaltandone la contemporaneità del messaggio. Il risultato è un rilucente arazzo musicale intessuto attraverso i secoli. 


Carla Visca

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