Tre Martelli, Dalle origini al futuro – Festa/Concerto per i 45 anni, Teatro Ambra, Alessandria, 4 dicembre 2022

Questa storia inizia nel 1977 in una cascina alle porte di Alessandria, dove tre giovani musicisti appassionati di rock e jazz iniziano ad avvicinarsi alla musica tradizionale, quando viene loro proposto di musicare una leggenda popolare per uno spettacolo dedicato alle scuole alessandrine, “La leggenda dei Tre martelli”. È così che prende il via la storia dei Tre Martelli, una delle più longeve realtà della musica folk italiana, che oggi compie 45 anni di carriera. Per festeggiare questo traguardo, hanno chiamato a raccolta sul palco del Teatro Ambra di Alessandria alcuni dei tanti musicisti che negli anni hanno fatto parte della band, per un concerto celebrativo che ha ripercorso l'intera loro carriera, “dalle origini al futuro”. E proprio con il racconto della “Leggenda dei Tre martelli", con i musicisti che accompagnano la lettura con brevi interventi, iniziano queste due ore di musica, che vedono alternarsi sul palco alcuni storici componenti della band (Bernadette Da Dalt voce, Elisabetta Gagliardi voce, Claudio Gigli chitarra, Andrea Peasso basso, Riccardo Sibilio, Gianni Coscia fisarmonica), e i Tre Martelli nella loro formazione ormai
consolidata (Matteo Dorigo e Francesco Giusta ghironda, Andrea Sibilio violino, Renzo Ceroni chitarra e bassetto, Paolo Dallara cornamusa e flauto, Vincenzo Chacho Marchelli voce, Enzo Conti alla fisarmonica), e l'assenza purtroppo di Betti Zambruno, attuale voce femminile della band, per un repertorio che rappresenta al meglio la storia della musica popolare di queste zone,: dalle “monferrine” alle “alessandrine", e polche canavesane, mazurche, scottish, “brando" del Roero e ballate delle Langhe. Senza dimenticare i tanti canti popolari riscoperti anche grazie al loro lavoro, come “Fior di tomba”, eseguita con Elisabetta Gagliardi alla voce, in una versione raccolta nel tortonese di uno dei tanti canti popolari che raccontano la storia poi ripresa in parte da Bella Ciao. Oppure la particolare scoperta di “Là 'nsla tera benedia”, una ballata quasi dimenticata, conosciuta in Argentina da un emigrante piemontese, e da questi riportata ai Tre Martelli. Canzoni che raccontano la storia di queste terre, quella con la S maiuscola come “E Cavou”r, canto della zona del Canavese, e “Baron Litron”, oggi portata al grande pubblico da Francesco Guccini nel suo nuovo
disco, ma già registrata dai Tre Martelli, qui eseguita con Claudio Gigli ospite alla chitarra, membro storico della band. E anche la storia con la s minuscola, quella dei personaggi dei paesi, la cui vita diventa canzone popolare: il “Galantone”, canto raccolto da Franco Castelli a Carpeneto e diventato cavallo di battaglia dei Tre Martelli, eseguito negli anni in numerose versioni, stasera con Elisabetta Gagliardi alla voce, il Giuanin di “Me voi piè cul Giuanin” con la ritrovata Bernadette Da Dalt, una delle prime voci dei Tre Martelli, e Chacho Marchelli. E poi il divertimento e la risata dei cosiddetti canti da osteria, che la band è solita alternare a quelli più seri: “Il Fernet”, la divertentissima “Se la vedessi”, ancora con Bernadette Da Dalt e Elisabetta Gagliardi ad accompagnare uno scatenato Chacho nel coinvolgere il pubblico a cantare il ritornello. Visto il periodo, non mancano due brani dedicati al Natale, “L'angel Gabriel” e le “Monferrine di Capodanno”, tratti dal loro ultimo lavoro dedicato ai canti popolari piemontesi del Natale, disco a cui aveva collaborato
anche Gianni Coscia con la sua splendida fisarmonica. E il musicista alessandrino non ha mancato l'occasione per salire sul palco e omaggiare gli amici Tre Martelli, prima accompagnando la voce di Chacho in un duetto emozionante con il brano tradizionale “Jolicoer”, e poi con una sua composizione mai eseguita da solo, “Valzer di Frumento”, un omaggio alle vecchie bande di paese ormai quasi scomparse. La serata si chiude con tutti gli ospiti sul palco per eseguire un altro brano diventato un classico del loro repertorio, “Guarda la luna”, canto raccolto in Val Borbera da Maurizio Martinotti della Ciapa Rusa, che serve anche come omaggio al musicista e ricercatore casalese scomparso in anno fa. Il bis vede ancora tutti i musicisti sul palco per eseguire un brando, ballo tradizionale raccolto dal gruppo spontaneo di Magliano Alfieri, oggi molto conosciuto ma esportato fuori dal Roero all’epoca dai Tre Martelli, rifatto nel corso degli anni in tantissime versioni, e stasera presentato in una ennesima nuova veste ricca di improvvisazioni, che lascia intravedere quali potrebbero essere i futuri sviluppi del suono dei Tre Martelli, un suono che sembra voler portare la tradizione nel futuro. 


Giorgio Zito

Foto e video di Giorgio Zito

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