Mônica Salmaso|Dori Caymmi – Canto Sedutor (Biscoito Fino, 2022)

Il canto seduttore di Dori Caymmi e Mônica Salmaso 

Entrambi di Rio de Janeiro, Dori Caymmi e Paulo César Pinheiro, fin dai primi anni Settanta, hanno saputo incantare chi ascolta le loro canzoni. Insieme hanno creato alcuni classici della musica popolare brasiliana come “Desenredo” (1976) e “Velho piano” (1982). Dal 2008, il loro sodalizio compositivo ha prodotto quattro dischi – “Mundo de dentro” (2009), “Poesia musicada” (2011), “Setenta anos” (2014) e “Voz de mágoa” (2017) – e decine di brani ancora inediti. Alle loro canzoni hanno voluto rendere omaggio due protagonisti, di San Paolo, della musica brasiliana, la cantante Mônica Salmaso e il flautista e arrangiatore Teco Cardoso, marito di Mônica, e già collaboratore di Caymmi negli anni Novanta, quando risiedeva a Los Angeles. Caymmi ha accettato di suonare la chitarra nel disco e ha delegato a Mônica Salmaso la scelta dei brani da incidere, ma nel corso della collaborazione si è fatto coinvolgere anche come cantante e arrangiatore. Suonano con loro sono strumentisti di primo piano: Tiago Costa (piano), Sidiel Vieira (basso), Neymar Dias (chitarra caipira a dieci corde), Lulinha Alencar (fisarmonica), Bré Rosário (percussioni) e il Duo Imaginário, Adriana Holtz e Vana Bock (violoncelli), registrati a San Paolo ad ottobre dell’anno scorso e la St. Petersburg Studio Orchestra, registrata a San Pietroburgo a marzo di quest’anno. L’album, “Canto Sedutor” (Biscoito Fino, 2022), raccoglie quattordici splendide canzoni che narrano cinquant’anni di
storia musicale, da “Desenredo” e “Velho Piano”, passando per il ritmo baião di “Vereda” (2011) fino alla briosa “O Passo da Dança” (2014) e a tre inediti: “A Água do Rio Doce”, “Raça Morena” e “Canto Sedutor”. Quest’ultima apre l’album e mette subito in luce il bel lavoro orchestrale e l’intesa fra le voci di Salmaso e Caymmi: “Às vezes as canções têm dor / E a voz pode até embargar / Mas canto um canto sedutor / Pra quem precisa me escutar” (A volte le canzoni provano dolore / E la voce può diventare sofferta / Ma canto un canto seduttore / Per chi ha bisogno di ascoltarmi).


La seguente, “Raça morena”, lascia da parte l’orchestra per raccontare attraverso le armonie di chitarre e voci, con serenità, il Brasile rurale, le sue bellezze naturali, l’acqua, l’aspirazione a vivere in pace.


Ma è proprio nel rapporto fra questa serenità a portata di mano e le ferite che vengono inferte alla terra, all’acqua e alle comunità locali che percepiamo la dimensione dolente introdotta da Canto Sedutor e che prende forma nel terzo inedito, “A água do rio doce”. “Amo il Brasile. Detesto la miniera, chi rovina il fiume, chi uccide gli indigeni”, spiega Caymmi che con Pinheiro ha convogliato in questa canzone l’indignazione per quanto avvenuto nel 2015 a Mariana (a circa 100 km da Belo Horizonte) col cedimento di un bacino di decantazione di una miniera di ferro con i fanghi dell'estrazione degli ossidi di ferro, gestita dalla Samarco, joint venture tra Vale SA e BHP Billiton. I fanghi hanno inquinato il Rio Doce e 230 comuni del Minas Gerais e dell'Espírito Santo, per poi raggiungere l'oceano Atlantico, dove non verranno “smaltiti” in meno di un secolo. "A água do rio tem medo de gente", l’acqua del fiume ha paura degli umani, dicono i versi della canzone.


"In questo momento, cantare questo repertorio è diventato un atteggiamento politico, una modo di prendere posizione”
sottolinea Salmaso “Il Brasile ha fatto mille passi indietro, in tutti i sensi. Viene gridato odio nei confronti della cultura e della bellezza. In qualche modo dobbiamo uscirne”. Nei suoi confronti Caymmi esprime parole decise di elogio: “È la prima volta che ascolto il mio repertorio cantato da una persona che ne voleva capire tutto il processo creativo. Cantare il lavoro artigianale cui diamo vita con Paulo César Pinheiro è melodicamente complesso, significa uscire dalla propria zona di comfort”. Il coraggio non manca a Mônica Salmaso. Quando a marzo del 2020 il Covid costrinse alla quarantena si inventò una serie di duetti a distanza che diventarono leggendari, coinvolgendo musicisti straordinari in un contesto familiare come se fossero “di casa”, come recita il titolo della serie, “Ô de Casas”, lanciati dal quarto incontro, con Chico Cesar con “Béradêro”


Fu proprio in quel periodo che Salmaso e Cardoso ebbero occasioni per ricominciare a duettare con Caymmi, a partire dai classici “À toa” e “História Antiga”, inclusi oggi nel nuovo album, e poi in altri due video. La serie conta 174 video, compresa una puntata dedicata a “Escada da penha”, il brano di João Bosco e Aldir Blanc che Salmaso interpreta insieme ad un altro virtuoso presente anche nell’ultimo album, il contrabbassista Sidiel Vieira.


Altrove, nell’incontro emozionante con Rosa Passos, c’è spazio anche per un classico del padre di Dori, “Vestido de bolero” di Dorival Caymmi.


Accanto a giganti come Chico Buarque, Edu Lobo, João Bosco (in Durme negrita), Guinga, “Ô de Casas” ha coinvolto una nuova generazione di straordinari musicisti, da chitarristi come Ian Faquini (con un altro omaggio a Dorival Caymmi), Jean Charnaux, Lucas Porto, Alfredo Del-Penho, a pianisti quali Davi Fonseca, Davi Fonseca, Davi Fonseca, Breno Ruiz, André Mehmari, a virtuosi della fisarmonica come Lulinha Alencar e Mestrinho, impareggiabile in “Retrato da vida” di Dominguinhos e Djavan.


Ma anche senza alcun accompagnamento armonico, questa serie mostra sempre un altissimo livello di qualità sonora ed espressiva, comunicata con gioia nell’incontro con Vanessa Moreno e con il coinvolgente “Cego com cego” di Tom Zé e José Miguel Wisnik.


Oltre al canale Youtube, l’intera serie è consultabile nella linea del tempo creata all’interno del sito di Mônica Salmaso  e arricchita dai tessuti colorati e  “narrativi” ispirati dalle canzoni in un’opera collettiva che ha prodotto centoventicinque lavori e ha coinvolto centoquindici donne e dieci uomini in quarantatré comuni, attraverso undici stati brasiliani. www.odecasasempanosfiosepontos.com

Alessio Surian

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