Anna Setton – Onde mora meu coração (Believe Music/Musicness, 2021)

Come risponde un’artista al confinamento imposto a causa del covid-19? Nel 2020, l’arrivo della quarantena colse Anna Setton a São Paulo al termine di un tour in cui aveva presentato in Europa e in Asia il suo primo album (“Anna Setton”, del 2018) e stava per entrare in studio con un gruppo di musicisti per registrare il secondo. Dallo scoppio della sindemia ha realizzato una settantina di dirette che le hanno permesso di continuare ad interagire col suo pubblico; a proposito di questo disco realizzato “in casa” ha raccontato: “Cominciai a cantare canzoni che amo e la risposta delle persone è stata molto positiva. In modo naturale, mi è venuta quindi l’idea: perché non realizzare un disco in questo modo?” Come per il precedente, Anna Setton ha coinvolto Swami Jr. per la produzione ed insieme hanno scelto il repertorio: “Bonita”, di Tom Jobim e Ray Gilbert, il singolo che ha lanciato l’album, e dieci canzoni in portoghese, spagnolo ed inglese: “Non era sufficiente che fossero belle, molte lo erano ma non le abbiamo registrate. Dovevo anche saper trovare un modo di cantarle che non saprei definire, ma che riconosco subito quando arriva. Un processo con molte prove ed errori”. Eccetto per il brano finale, il disco vede protagonisti solo la voce e la chitarra di Anna Setton. L’album comunica subito forte intimità, affidata alla sola voce per la prima strofa di “Ponta de areia”, il brano composto da Milton Nascimento e Fernando Brant nel 1974, qui interpretato con delicatezza e col sostegno discreto e impeccabile degli arpeggi della chitarra acustica. Un omaggio alla “música mineira” (del Minas Gerais) che comprende anche le composizioni di Toninho Horta e Felipe Cordeiro “Morena bonita” e di Nelson Angelo “Fazenda”: “È stata la prima che ho scelto per il disco, il tipo di canzone che possiede una forza particolare. Volevo anche includere una canzone di Toninho Horta, e per molto tempo pensai a “Beijo partido”. Ma ho notato che quanto meglio mi riusciva, tanto più assomigliava a come la canta lui. Ho scelto allora “Morena bonita” e mi è piaciuta molto. Riguardo a “Ponta de areia”, sentivo inizialmente del timore ad affrontarla, ma poi mi è piaciuto interpretarla. Una canzone così importante va trattata con rispetto, ascoltando bene il risultato, se riesce a comunicare: è quello che ho fatto”. Dall'Alagoa è stata selezionate “Seduzir”, di Djavan, del 1981 - “Non l’avevo mai suonata prima. L’ho scelta dopo averla ascoltata alla radio con mia figlia: amo le canzoni che raccontano l’atto di cantare”- e, dalla Bahia, “O quereres” di Caetano Veloso, del 1984, sospinta dalla magia dei suoi versi e dagli apprezzamenti ricevuti dal pubblico che ha seguito la diretta e l’ha riascoltata e commentata online. Dal repertorio rock dei paulistani Secos & Molhados viene “Sangue latino”, composta da João Ricardo e Paulinho Mendonça nel 1973, che la chitarra di Anna Setton fonde con sapiente leggerezza ad una scheggia melodica da “Walk on the wild side” di Lou Reed. L’unico brano in inglese passa per la New York degli anni Trenta e delle composizioni di Duke Ellington: una “Solitude” resa con delicatezza. Allo spagnolo è riservato il brano finale e la venezuelana “Tonada de luna llena” (composta nel 1974 da Simón Diaz) che rimanda all’album “Fina estampa” di Caetano Veloso, pur restando vicina alla versione di Diaz nell’album “Tonadas”. C’è spazio anche per il samba carioca “Alvorecer” composto da Dona Ivone Lara e Delcio Carvalho nel 1974, già protagonista di una diretta di Anna Setton con Verônica Ferriani nella serie “Quarentênicas – Encontros”,  con il ritmo evocato in apertura dalla percussione della mano sulla cassa armonica della chitarra. “Revoada” è l’unico brano composto in forma di preghiera da Anna Setton nel 2018 a quattro mani con il marito, il pianista e Edu Sangirardi: “Un modo di affrontare tutti i cambiamenti politici e strutturali che stiamo attraversando, in modo poetico, un filo sottile che rimanda al primo disco e ci connette con quello che verrà”. Si chiude con il secondo brano in spagnolo, il classico di Julio Gutierrez “Nocturno Antillano”, già protagonista di una diretta, che nell’album vede dialogare con Anna Setton l’inconfondibile voce della cubana Omara Portuondo e la chitarra a sette corde di Swami Jr, per anni direttore musicale e chitarrista del gruppo di Portuondo: “Mi è sembrata una canzone perfetta dal suo universo, capace di restituire nella sua naturalezza la sua voce e la sua ancestralità”


Alessio Surian

1 Commenti

  1. Solo per coretezza, Djavan è Alagoano non Bahiano.

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