Mick O’Brien, Emer Mayock, Aoife Nì Bhriain – More Tunes From The Goodman Manuscript (Is Mise, 2021)

Secondo disco tratto dalla monumentale raccolta del canonico e professore di irlandese James Goodman, che, nei decenni centrali del diciannovesimo secolo, ha collezionato un imponente assortimento di brani (2300 fra gighe, reels, arie lente, quadriglie e persino polche) raccolti in sei volumi, i primi due dei quali recentemente digitalizzati e pubblicati dall’ ITMA-Irish Traditional Music Archive con il titolo di “Tunes of the Munster Pipers”. Agli strumenti (uilleann pipes, flauto e violino) tre veri fuoriclasse: il piper Mick O’Brien, la polistrumentista Emer Mayock, e Aoife, figlia di Mick, al violino. Se il primo volume conteneva soprattutto brani trascritti direttamente da Goodman dall’esecuzione di musicisti tradizionali (e curiosamente marcati nei manoscritti con la lettera K), il secondo contiene anche brani tratti da altri manoscritti (es. O’Daly o Piggott’s) che lo stesso Goodman ha reso omogenei. Musica tradizionale irlandese suonata come solo i grandi maestri sanno fare: “no gimmick-no frills”, solo motivi, alcuni dei quali piuttosto conosciuti perché ascoltati nelle session, ma senza accompagnamento di chitarra, Irish bouzouki o (hoo-ray!) bodhrán, tutti strumenti introdotti nella musica irlandese dopo la metà del Novecento e dei quali non si sente la mancanza, vista la vigoria dell’esecuzione e la varietà degli arrangiamenti.. La scarna notazione dei diversi tunes, senza indicazioni agogiche, ritmiche e delle variazioni, conferisce all’esecutore grande libertà nell’approcciarsi al materiale melodico, con il risultato che tutte le melodie suonano incredibilmente fresche e moderne, presumibilmente assai differenti da come potevano essere eseguite 150 anni fa, e varie nell’arrangiamento, con O’ Brien e Mayock che spesso passano ai whistles e, addirittura, si esibiscono in un bel duo di uilleann pipes nel set di reel “The Wash-Woman”. Nella scaletta non ci sono tracce o momenti più deboli, ma segnalo volentieri l’aria “Ceann Dubh Dileas”, dove Emer Mayock intesse una splendida melodia sul bordone delle pipes e del violino poi raggiunti dagli altri strumentisti. Notevoli anche il solo di Aoife “The Eagle’s Whistle”, già nel primo disco dei Boys of The Lough, i bellissimi flauti all’unisono del set di reel “Bonny Anne”, la scurissima slow-jig “Humors of Glynn” o la particolarità della “Russian Krakoviak”, sorta di quadriglia originaria dell’est-Europa trascritta da Goodman e mutuata da un altro manoscritto. Infine, la giga “The Black Joke”, usata da Clementi per alcune “Variazioni per pianoforte” datate 1777. Il disco lo trovate qui: https://goodmantunestrio.bandcamp.com. Inoltre, se avrete la curiosità di visitare l’archivio dei manoscritti Goodman, sono visibili e interamente consultabili all’indirizzo http://goodman.itma.ie
 

Gianluca Dessì

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