Las Lloronas – Soaked (Muziekpublique, 2020)

Non etichettabili e, anche per questo accattivanti, misteriose, catturanti, sono Las LLoronas, trio composto da Sura Solomon, Amber in ‘t Veld e Marieke Werner, di base a Bruxelles. Le tre musiciste, rispettivamente di origine statunitense, ibero-olandese e tedesca, usano sapientemente la voce e suonano nell’ordine fisarmonica e ukulele, chitarra e clarinetto. Il loro progetto è nato nel 2017 anche se le tre, provenienti da interessi sociali e artistici comuni, già si conoscevano per la loro attività di artiste di strada. “Soaked” è il primo album, realizzato grazie a un partecipato crowdfunding. Si parte da una base folk, fatta anche di suggestioni klezmer, di richiami a preghiere e cantilene, su arrangiamenti scarni ma di grande impatto emotivo in cui si intrecciano le voci nude e cristalline delle tre giovani musiciste: “Siamo state ispirate, fin dall'inizio, da un elemento affascinante che collega molte musiche folk di culture diverse: è questa facoltà di esprimere emozioni pure e profonde, che si traduce in musica viva, che proviene dalle viscere”. Paesaggi interiori pazientemente messi a nudo, atmosfere che generano il sorriso o, più spesso, la malinconia, i testi svelano intime sensibilità ma esprimono anche impegno e vengono intonati in cori delicati a cappella oppure in un gentile ma deciso e raffinato spoken word. Qui si canta in spagnolo, inglese, francese … e qualcosa altro, sfruttando anche le sonorità diverse delle lingue: la forza del trio è nelle voci armoniose, dissonanti, e nel ritmo della scansione del linguaggio. Gli accordi in minore danno vita a sonorità delicate messe in risalto da piccoli sonagli. Le voci spesso partono con tenui accenni e poi si aprono con determinazione a una trascinante melodia come in “Bukra”. In “Bodies” si fa riferimento alla pelle, alla forza, alla fisicità esaltate dalla vibrante fisarmonica e da un morbido clarinetto e, in chiusura, da una magica voce alla pari di uno strumento musicale. Il clarinetto è spesso protagonista come nello strumentale “Strange growth”, in “Mutation” e ancora in “Bien sages”, dove gioca a contrasto con le voci cristalline. Con “Bien sages”, in cui il ritmo è scandito dalla voce nel fluente spoken word, probabilmente si raggiunge l’apice dell’album a cui dà corpo il successivo “Me confìo”, che, introdotto da un sapiente contrabbasso, mescola jazz e spoken word nell’articolazione del binomio: “uthopia or apocalypse”. Nei quattordici brani che compongono “Soaked” c’è ricerca di intimità e di relazione. “La musica è sia catarsi che festa, e viene condivisa e consumata non come oggetto commerciale, ma come esperienza umana che risale all'origine del mondo” affermano ancora le autrici. Certo è che le tre artiste di Las Lloronas guardano il mondo con una visione originale e sognante alla ricerca di armonia, mettendo a nudo emozioni sottili che fanno di “Soaked” un lavoro autentico e ricercato. 


Carla Visca

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