Ginevra Di Marco – Quello che conta. Ginevra canta Luigi Tenco (Funambolo, 2020)

Luigi Tenco, lo sappiamo bene, è stato un cantautore straordinario che ha saputo rinnovare il linguaggio della canzone italiana. Ma Luigi Tenco è stato anche un grande interprete e di questo non sempre si parla. Tra i tanti esempi che si possono fare, ci piace citare innanzitutto “Passaggio a livello” di Enzo Jannacci (un piccolo gioiello di cui ha dato una versione deliziosa), e naturalmente la famosa “Ballata dell’eroe” di Fabrizio De André, che, come è ben noto, Tenco utilizzò nel film “La Cuccagna” di Luciano Salce. Questa versione tenchiana uscì in un 45 giri con altri due brani - scritti da Salce e da Ennio Morricone - sempre tratti dalla colonna sonora del film; sono “Tra tanta gente” e “Quello che conta”, canzone quest’ultima che dà il titolo all’album, di recente uscita, della cantautrice Ginevra di Marco, dopo una felice campagna di crowdfunding; si tratta di un progetto tutto dedicato a Luigi: l’idea nasce da una serie di concerti che Ginevra ha messo in piedi e realizzato nel 2018. Tutto questo non appare casuale, perché - quasi come ci trovassimo in un gioco di specchi (o forse di rimandi) - una delle migliori interpreti della scena nazionale, una delle voci più rappresentative del nostro universo musicale, decide di rileggere, cantare, arrangiare – insieme naturalmente (e come sempre) a Francesco Magnelli e Andrea Salvadori, con cui forma un connubio inossidabile – le composizioni del Cantautore per eccellenza, il più rappresentativo della Canzone d’Autore italiana, scegliendo come titolo – e soprattutto come chiave di lettura dell’intero lavoro - una canzone scritta da altri. Quasi un doppio omaggio, quello della Cantautrice al Cantautore, quello dell’Interprete all’Interprete. E che cantante raffinata e superiore si conferma essere Ginevra Di Marco! E innanzitutto che bella che è – usiamo pure ogni tanto questa parola così abusata – proprio la cover di “Quello che conta”, forse il pezzo la cui rilettura è sembrata più convincente, più coinvolgente ed esaltante di tutto l’album. E senza togliere nulla alle altre riletture, tutte interessanti, eleganti e in qualche caso anche appassionate; Luigi Tenco è un campo immenso ma anche pericoloso: rileggere senza svilire o copiare, riscoprire senza stravolgere e umiliare non è affatto semplice; nel mondo delle cover si cammina in campi verdi ma irti di spine. Però Ginevra, Francesco e Andrea si sono mossi con grande agilità, senza paura, con rispetto ma senza timori, qualche volta anche con scaltrezza, sempre comunque forti della loro grande esperienza e della loro autorevolezza. E quindi innanzitutto ci sono piaciute le scelte delle canzoni, per niente scontate e convenzionali. Incontriamo infatti pezzi meno noti, ma bellissimi, come “Una vita inutile”, “Ma dove vai”, “Se sapessi come fai”. Ovviamente non mancano “Vedrai Vedrai”, “Mi sono innamorato di te”, “Ragazzo mio”, “Se stasera sono qui” o, ancora, “Lontano lontano”. Non manca nemmeno la “Ballata dell’eroe” e quello che troviamo interessante è sentire che non si tratta di una cover di De André, ma proprio di Luigi Tenco: sembra strano ed è anche difficile da spiegare, ma è proprio così. Ritroviamo poi anche delle versioni molto forti, molto coinvolgenti, di pezzi non facili per testo (“Un giorno dopo l’altro”) e per musica (“Angela”). Abbiamo, infine, molto apprezzato le versioni di “Cara Maestra” e “Se ci diranno” (quest’ultima col coro e con un Brunori, ospite del disco, davvero in forma) perché sono – a parere di chi scrive – pezzi “datati” nella loro ingenuità di scrittura e quindi niente affatto facili da rileggere: Ginevra invece lo fa con grande intelligenza e li rende moderni e credibili. Ed è a parere di chi scrive “quello che conta”. 


Elisabetta Malantrucco

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