Trio Bacana – Transatlântikêr (Klam Records, 2020)

Pronti per una gustosa traversata “Breizhiliana”, tra Morbihan bretone e mondo carioca, in compagnia dello charmant Trio Bacana? Et voilà, le presentiamo: Barbara Letoqueux (voce, chitarra e percussioni), bretone immersa nelle culture dell’America Latina, direttrice del coro Vozes do Breizh’île; Enora Le Saouter (canto e percussioni), altra bretone a suo agio tra samba, bossa e ritmi nordestini; Enora Maillot (canto e percussioni), bretone-rèunionnaise, specializzata nelle percussioni di Colombia, Brasile e Cuba oltre che dell’arcipelago d’oltremare dell’Oceano indiano di cui è originaria. A loro si aggiungono in alcuni brani le percussioni di Jimmy Poleya, il basso di Etienne Callac e le macchine di Soren Canto, mentre la direzione artistica è di Yohann Le Ferrand. Però, sono loro a tenere saldamente la scena in “Transatlântikêr”, album pubblicato per il collettivo Klam Records, che esce a tre anni dal debutto discografico (“Hoje Tem”, 2017) e il cui titolo gioca sulle connessioni oceaniche e sul fatto che “Ker” significa cuore nel creolo de La Rèunion, “villaggio” o “luogo abitato” in bretone. La creatura musicale vibra per l’incastro meticcio di timbri vocali, lingue (francese, creolo-réuinionnaise e portoghese) e tamburi. A qualcuno ricordano le prime Zap Mama, stessa disinvoltura canora, il che senza dubbio non è un punto a loro sfavore. Ad ogni modo, questo trio plurale ha parecchio da offrire di suo nelle dieci tracce (cinque firmate da Letoqueux, due da Le Saouter, una da Maillot e due rivisitazioni di standard) che scorrono davvero piacevolmente. L’album prende subito quota con le armonizzazioni dell’irresistibile titolo d’apertura “Já me cansei”, ma non difettano di effervescenza con le loro differenti figurazioni ritmiche “Saudade de ressaca”, “Céu e mar” e, soprattutto, “A côte de Toi”. “Rah Koëd”, un kas a-barh, danza tradizionale bretone del pays vannetais, si colora con nonchalance di côcos nordestino, mentre la title-track incarna sia nel testo che nella struttura il pentagramma ibrido e le “logiche meticce” del trio. Le fanciulle si prendono la briga di ricamare con le voci un caposaldo della bossa, “Canto de Ossanha”, infondono ancora grande energia con “Vira Pão”, cambiano registro, facendo convivere differenti sfumature vocali in “Fumei demais” per concludere con gli umori piccanti in salsa electro di “La cuisine”. Muito Bacana! 


Ciro De Rosa

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