Ludovico Peroni – Il Sognatoio. Experimental Opera In 9 Scenes (Da Vinci Publishing, 2020)

Musicista e compositore marchigiano con alle spalle un rigoroso percorso accademico culminato con il Dottorato di Ricerca all’Università di Firenze, Ludovico Peroni giunge al debutto discografico con l’ensemble QRO Quick Response Orchestra dando alle stampe “Il Sognatoio”, opera sperimentale in nove scene dedicata alla Shoah, una delle tragedie che maggiormente hanno segnato la storia del Novecento e dell’Europa. La partitura, che ha fruttato all’autore già il premio “Teatro, Musica e Shoah” nel 2017, è basata essenzialmente sull’improvvisazione gestuale e ruota intorno alle vicende di un bambino ebreo vissuto durante l’ascesa al potere di Hitler e che come primo ricordo ha quello di un famoso discorso del Führe e da quel momento incomincia un cammino in cui si connettono presente, passato e futuro, dolore e dolcezza, incubi e ricordi bellissimi. Significativo in questo senso è il titolo del disco, come scrive il musicista marchigiano nelle note di copertina: ““Sognatoio” è una parola che non sono riuscito a trovare nel dizionario. L’ho ascoltata con sorpresa in un magnifico, quanto crudo, documentario sulla Shoah di Alain Resnais (Nuit et brouillard, 1955). Era utilizzata per indicare un luogo chiuso da una porta misteriosa, all’interno di un campo di concentramento, dal quale nessuno aveva mai fatto ritorno. Un termine meraviglioso per indicare un luogo sicuramente orribile. È una parola che, in qualche modo, riesce a trattenere, tenacemente, le tracce di una speranza disperata. Ma una speranza autentica”. Dal punto di vista prettamente musicale il disco suona magnificamente non solo per la cura con la quale è stata realizzata la registrazione dal vivo in studio, ma anche per la perfetta interpretazione dell’opera da parte dell’ensemble la cui versatilità gli consente di attraversare atmosfere differenti dal rock al jazz, dall’elettronica alla musica contemporanea, il tutto esaltando l’intreccio drammaturgico nel quale si inseriscono i versi del poemetto di Filippo Davoli interpretati da quest’ultimo. A riguardo, Peroni scrive nelle liner notes: “Ho pensato il disco come un viaggio immersivo per l’ascoltatore in una musica che vuol prenderlo per mano per guidarlo emozionalmente e non respingerlo intellettualmente. Sono sicuro potrà essere un’esperienza forte, per chiunque: nella memoria e nell’estetica di una musica che vuol proiettarsi nella contemporaneità, ma con finalità comunicative”. L’ascolto ci conduce attraverso atmosfere ora dolci ed evocative con il pianoforte in grande evidenza, ora tetre e sofferte con la chitarra che fa capolino mentre la voce di Hitler fende la musica. Nei momenti più sperimentali l’opera si apre ora ad atmosfere quasi industrial evocate dallo sferragliare dei treni a vapore, ora anche ad originali quadri sonori in cui ritroviamo i cori dei bambini, la trama del sax e le aperture orchestrali. Il risultato è un’opera di chiaroscuri musicali in cui la catastrofe umana diventa metafora del mistero della vita. “Il Sognatoio” è, dunque, un’opera preziosa da ascoltare con grande attenzione e partecipazione emotiva. 


Salvatore Esposito

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