Artisti Vari – Vurrja r’v’ntan na verd spina. Canti popolari d’amore. Cantare la tradizione Vol.2 (Associazione Culturale “Savoia Terra Mia”, 2020)

Realizzato a cura dell’Associazione Culturale “Savoia Terra Mia” con il patrocinio del Comune di Savoia di Lucania (Pz), con l’obiettivo di recuperare e trasmettere alle generazioni future la tradizione musicale lucana, il progetto musicale “Cantare la tradizione” giunge al secondo volume con la recente pubblicazione di “Vurrja r’v’ntan na verd spina. Canti popolari d’amore”, album antologico che raccoglie otto canti d’amore della tradizione musicale lucana, mettendo a confronto in un gioco tra rimandi e parallelismi i repertori dell’area salviana nel potentino e quella di Tricarico nel materano. Protagonisti del disco sono le voci dell’albero di canto tricarichese Antonio Guastamacchia (tamburello e cupa cupa) e quelle di Giovanni Marino, Giovanni Ricciardi, Mattia Caggiano e Francesca Patrullo, accompagnati da Giuseppe Marino e Antonio Rosa (organetto), Franco Oliva e Francesco Fabrizio (fisarmonica), Michele Perrone (chitarra e basso) ovvero il combo Compagnia Popolare Salviana & Gruppo Folk. Dal punto di vista prettamente musicale il disco si caratterizza per riletture basate su arrangiamenti in alcuni casi aderenti agli stilemi della tradizione lucana, in altri rivisitati preservando le strutture melodiche e i testi originari. Particolare cura è riposta anche nelle voci che interpretano in modo efficace il vasto caleidoscopio di sentimenti legati ai singoli canti e che vanno dal desiderio per l’amata alle pene d’amore, per toccare la lontananza e la povertà che costringevano i contadini ad abbandonare il proprio paese per cercare fortuna in terre lontane. L’amore e il lavoro sono, così, al centro di larga parte dei brani con le sofferenze d’amore che si fanno più intense per la fatica sul campo. Ne emerge uno spaccato particolarmente fedele della povertà che caratterizzava la vita tra i braccianti, ma nel contempo spicca la purezza dei sentimenti attraverso liriche dense di poesia. Il disco si apre con la trascinante melodia ballabile per tamburi a cornice e fisarmonica de “Lu Marean”, nel cui ritornello è racchiuso il verso che da il titolo al disco. Si prosegue con la voce antica di Antonio Guastamacchia che interpreta la serenata “Alla Matarrese”, arrangiata da Fracesco Fabrizio e con il canto d’amore “Tu Pasturella”, la cui melodia è intessuta da fisarmonica e chitarra. Guastamacchia è ancora protagonista di “U Pasteur” in cui mantici e percussioni ci introducono alla corale “Stornelli Paesani”. Un discorso a parte lo merita “Munachella” proposta nelle due diverse versioni di Savoia (Pz) e di Tricarico (Mt) con quest’ultima interpretata da Antonio Guastamacchia. Si tratta di un canto che rimanda all’uso delle famiglie molto povere di destinare le figlie femmine al convento per assicurarle un futuro migliore a causa della mancanza di dote che le avrebbe impedito di sposarsi. Ulteriore peculiarità che caratterizza questo canto è la forma dialogica con duello verbale in cui i due amanti si opponevano l’uno all’altro, ufficializzando la dichiarazione d’amore. La bella versione di “Serenata di Carnevale”, arrangiata da Francesco Fabrizio chiude un disco molto interessante dal punto di vista concettuale e musicale. 


Salvatore Esposito

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