Kukaya – Kukaya Bili (1000HZ Records, 2020)

Emmanuel Mlonga Ngwira ed il gruppo Kukaya hanno varcato i confini del Malawi settentrionale per la prima volta nel 2017 con uno splendido album, “Ukhaliro", una delle produzioni curate da Piotr Dang Cichocki con musiche di questa regione. Con Kukaya, Emmanuel Mlonga Ngwira aveva arrangiato brani che rimandavano ai diversi gruppi della regione, adattando i testi alle priorità e emergenze che osservano nella società in cui vivono: si tratti di affrontare malattie (“WaMalawi Tichenjere HIV/AIDS”), o dell’importanza delle tradizioni (“Malayirano”, “Ukhaliro”). I tredici brani di quel primo cd avevano utilizzato a pieno i settanta minuti a disposizione, ma era evidente che quella fosse solo la punta di un iceberg. Una volta presa familiarità con la possibilità di registrare i repertori di questa regione, Emmanuel Mlonga Ngwira ha pensato di riunire nuovamente il gruppo Kukaya, nella periferia di Mzuzu per documentare il loro lavoro musicale con la Kukaya Cultural Dancing Troupe. Fra i Tumbuka-Ngoni, Emmanuel Mlonga Ngwira viene da Zinyongo Makwakwa (nel distretto Mzimba), da una famiglia di guaritori, protagonisti dei rituali che vedono al centro le danze vimbuza. Viene considerato fra i più capaci danzatori di vimbuza in Malawi ed è stato eletto presidente del Malawi Folk, Dance, Music and Song Society (MFDMSS). È tra coloro che assistono i malati (“ng’anga”) in base alla conoscenza e all’uso delle piante locali. Avendo perso i genitori in tenera età, è stato accudito dai fratelli con cui ha viaggiato ed imparato in diverse regioni del Malawi settentrionale. Questo ha permesso a Emmanuel Mlonga Ngwira di poter danzare e suonare con diverse generazioni di musicisti e cantanti legati alla vimbuza, ma anche ad altre danze quali ingoma e beni. Questi collettivi transgenerazionali caratterizzano anche le registrazioni per le recenti produzioni discografiche della 1000HZ Records. Per la Kukaya Cultural Dancing Troupe, registrare e diffondere i propri canti è anche un modo per testimoniare la vitalità e l’energia delle pratiche coreutiche del Malawi rispetto all’incalzante presenza dei film nigeriani e, in generale, della crescente dimensione tecnologica che caratterizza la condivisione e diffusione dell’arte e della cultura. Non a caso il disco offre (ottime) registrazioni dal vivo, inserite nel contesto sonoro della periferia di Mzuzu, senza omettere il riso dei bambini o il canto di un gallo. I sette temi sono stati scelti anche in funzione del difficile periodo attraversato da Emmanuel Mlonga Ngwira, rimasto senza casa. Ha privilegiato soprattutto il repertorio vimbuza, a contrastare malattie ed eventi negativi. Il carattere dell’intero album rimanda più esplicitamente alla meditazione e alla trance ed ai ritmi che sono loro funzionali. Ciò è tanto più evidente nei tre lunghi brani vimbuza e nei dialoghi fra tamburi e voci posti a “cornice” dell’intero lavoro: l’iniziale “Ululani Mayele” (Mostra la tua magia), “Nkhalowanga Ine Mchalo” (Eri solito stregare le persone nel nostro paese), al centro dell’album, e la conclusiva Anyamnyirongo Kale Mkakana (L’ultima volta ha rifiutato, Signora Nyirongo). Ugualmente ipnotiche sono le iterative parti vocali della canzone “Pasi Paliwaya” (Il cavo scorre sottoterra): le percussioni qui son o ridotte al minimo e proprio per questo, nell’interazione con le voci, risultano estremamente efficaci nell’incalzare la pulsazione ritmica ed imprimere punti di svolta all’incedere incalzante del canto collettivo. Gli altri tre canti sono esempi tratti dai repertori ingoma, mitungo e beni, tutti e tre legati dal tema della magia. “Roda Kumtima Wane Tutute” (Roda calma il mio cuore) è un brano mitungo aperto dai tamburi in cui la voce solista e la risposta del coro confermano i poteri delle pozioni per chi è innamorato, mentre, dal repertorio beni, “Gologolo” (Più lucido) narra le gesta di un ballerino che grazie ad amuleti fatati sa danzare con i gesti di una lucertola; al suo morso rimanda anche il brano ingoma “Karuma Nkhamtondoli”. Cicli, ripetizioni e micro-variazioni contribuiscono a far entrare l’ascoltatore all’interno di dense tessiture ritmico-melodiche in cui l’aggiunta o la sottrazione anche di un solo elemento imprime significative svolte affettive e narrative. 


Alessio Surian

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