Wooden Legs – Animali (Autoprodotto, 2020)

I Wooden Legs sono una band irish folk nata a Trieste nel 2007 dall'incontro tra cinque musicisti dal diverso background musicale ma accomunati dal desiderio di rileggere la tradizione musicale irlandese, rinverdendo il legame tra l'Isola Verde e il Friuli che aveva accolto James Joyce ad inizio Novecento. Dopo aver mosso i primi passi nella scena musicale friulana, la formazione triestina ha via via consolidato il proprio repertorio affiancando al repertorio tradizionale fatto di jigs, reel e ballate, composizioni originali, ma soprattutto ha progressivamente cristallizzato la propria cifra stilistica proponendo un originale approccio alla Irish Music con incroci e commistioni sonore con musica classica, jazz e rock. Se tutto questo appariva già in nuce nel loro album di debutto "If it doesn’t last forever" del 2011 e nel successivo "What are you looking for?" del 2015, a partire dal 2017 la band ha impresso una ulteriore svolta al proprio approccio sonoro, rendendolo più incisivo con l'innesto di una sezione ritmica più incisiva e valorizzando maggiormente le voci solistiche strumentali. A sintetizzare il percorso compiuto negli ultimi tre anni è "Animali" il loro terzo album nel quale hanno raccolto undicii brani, tra riletture di tradizionali e composizioni inedite. Registrato presso lo studio Jork in Slovenia, l'album segna il debutto discografico della nuova line-up composta Giovanni Settimo (voce e chitarra), Alice Porro (flauto, flauto irlandese, thin whistle), Sebastiano Frattini (violino, cori), Michele Blasina (basso e cori) e Anselmo Luisi (batteria, bodhran, djambé e cori) a cui, per l'occasione, si è aggiunto Marko Jugovic (percussioni). Si tratta di una sorta di concept album che nel titolo nasconde il filo rosso che lega gli undici brani come spiega il gruppo nel presentare il disco: "Il titolo “Animali” è stato scelto perché le idee musicali sono immediate, fresche e istintive e vogliono arrivare all’ascoltatore come lo sguardo delle bestie in copertina, non tenere, non rassicuranti, ma dirette e sincere. In più, nei brani c’è un costante riferimento alla fauna più variegata: un castoro gigante (“Big Beaver”), un lama zoppo (“Lame is the dancing llama”), una balena di legno, pecore che volano, piccioni, topi, cavalli e altri ancora». L'ascolto svela un lavoro dagli arrangiamenti curati e pieni di energia nei quali a spiccare è tanto il dialogo tra i flauti di Alice Porro e il violino di Sebastiano Frattini, quanto il contributo di Giovanni Settimo al canto, il tutto sostenuto dal determinante contributo della sezione ritmica. Si spazia, così, dalle belle riletture dei brani tradizionali come "We never shall wean here", "Raggle Taggle Gipsy", "Bonny Black Hare" e la suite "Animali" che intreccia "The rat on the thatch", "The pigeon on the gate" e Wooden whale", alle riuscite composizioni originali "Paw On The Pan" e "Big Be(aver)" di Alice Porro, "Billy" di Anselmo Luisi e "Lame is the dancing llama" di Davide Coppola, passando per l'intensa versione di "Back Home" dal songbook di Bobby Sand. I vertici del disco vanno rintracciati, invece, nelle gustose "Spancil Hill" e la conclusiva "Óró, sé do bheatha bhaile" nelle quali risalta maggiormente il contributo corale di tutto il gruppo. Insomma, "Animali" è il disco che segna una svolta importante per i Wooden Legs e siamo certi che il prosieguo non sarà avaro di sorprese. 


Salvatore Esposito

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