Giuditta Scorcelletti/Maurizio Geri – A Violeta: Tributo a Violeta Parra (1917-1967)(Materiali Sonori, 2019)

“L’idea realizzare un progetto dedicato a Violeta Parra è nata molti anni fa, ma non sapevo in che forma avrei potuto realizzarlo. Quando nel 2017 venne celebrato il centenario dalla nascita della cantante cilena, mi trovavo a collaborare con il chitarrista e cantante Maurizio Geri e mi venne l’idea di registrare un disco in duo, scarno, incisivo che in qualche modo potesse racchiudere l’idea che avevo per rendere omaggio a quel repertorio”
. Così, Giuditta Scorcelletti ci introduce a “A Violeta: Tributo a Violeta Parra (1917-1967)”, disco che raccoglie tredici brani del repertorio della cantante cilena, magistralmente riarrangiati con Maurizio Geri e registrati nel dicembre del 2017 presso l’Officina Geri. Riguardo la scelta dei brani la cantante e chitarrista toscana racconta: “Semplicemente ho scelto i brani che amavo di più. Quelli che per me la rappresentano maggiormente. È la mia visione della sua opera. Quando si fa un tributo si fa col cuore ed è giusto scegliere quello che si è amato di più in un’artista”. Un amore quello per Violeta Parra che per Giuditta Scorcelletti nasce dallo stile unico della cantante cilena: “Della poetica di Violeta Parra mi ha sempre colpito la forte impronta biografica, quel dolore che diventa poesia come disperata necessità. E’ diventata l’emblema della sua terra, facendosi portavoce dell’anima del suo popolo e mettendo a nudo sé stessa”. L’ascolto svela un lavoro curatissimo dal punto di vista degli arrangiamenti, realizzati in breve tempo da Maurizio Geri, come racconta l’artista toscana: “Il lavoro di arrangiamento si è svolto in un lasso di tempo breve, ma intenso. Maurizio ha avuto ottime idee e l’impronta folk è molto forte. Per la ritmica abbiamo utilizzato tamburi a cornice del Sud Italia che sono molto simili a quelli che venivano usati dai Mapuche”. L’ascolto è come immergersi nell’intreccio narrativo di un racconto, intessuto tra voci, corde e percussioni in cui scoprire e riscoprire le canzoni di Violeta Parra, sotto una luce nuova e piena di fascino. 
Si parte con il ritmo del tamburo a cornice che accompagna le due voci in “En Los Jardines Humanes” per giungere all’evocativa versione della nostalgica e poetica “Ausencia” con i controcanti di Geri ad impreziosire la bella interpretazione di Giuditta Scorcelletti. La sofferta “Rin Del Angelito” è un incanto acustico in crescendo fino al finale corale che ci introduce e “La Carta” in cui Violeta Parra racconta l’arresto del fratello e che la cantante toscana rilegge con incisività e trasporto, mettendo in luce il dramma delle persecuzioni anticomuniste del presidente cileno Jorge Alessandri Rodríguez per giungere al famoso finale: “Por suerte tengo guitarra/Para llorar mi dolor/También tengo nueve hermanos/Fuera del que se engrilló/Los nueve son comunistas/Con el favor de mi Dios, si” (Per fortuna ho una chitarra per piangere il mio dolore e ho anche nove fratelli oltre a quello che è in prigione tuti e nove comunisti. Con l’aiuto del Signore, Si). Il lirismo di “Paloma Ausente” e la versione percussiva del canto di lavoro “Arriba quemando el sol” ci introducono alle appassionate canzoni d’amore “Velver A Los 17” e “Teneme en tu corazon” quest’ultima cantata a due voci. Il vertice del disco arriva prima con la versione in italiano di “Segundo el favore del viento” di Maurizio Geri e dallo stesso interpretata con grande trasporto e, poi, con la straordinaria resa di “Araunco tiene una pena” in cui protagonista è la voce di Giuditta Scorcelletti. La bella sequenza con “La Lavandera” e “Maldigo Del Alto Cielo” ci conduce verso il finale con il classico “Gracias A La Vida” che suggella un disco prezioso da ascoltare con grande attenzione, una perla rara da scoprire. Assolutamente consigliato. 


Salvatore Esposito

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