Caroline Keane – Shine (Caroline Keane Music, 2020)

Si chiama Caroline Keane, è ben al di sotto dei trent’anni, è cresciuta a Limerick in una famiglia cultrice di musica tradizionale irlandese in cui, quando aveva sette anni, la madre le passò la propria concertina per apprenderne le basi. Dopo aver studiato nella sezione locale della Comhaltas, è stata allieva del grande Noel Hill. A quindici anni ha esordito in concerto sui palchi internazionali. Nel 2006 ha ricevuto il prestigioso premio “Lán Mara” per il successo conseguito agli esami nazionali di musica. Sono, quindi, seguiti gli studi universitari all’Università di Limerick (“Irish World Academy of Music and Dance”) e un Master in “Traditional Irish Music Performance”. A fondamento del suo stile smagliante (suona un Anglo concertina della Jeffries, strumento dal tono dolce e al contempo vigoroso che favorisce il controllo delle dinamiche e dà ampia possibilità di usare abbellimenti) ci sono la grande ricchezza musicale delle area occidentale di Limerick, il lirismo della contea di Clare e le baldanzose propensioni danzerecce di Sliabh Luachra (area di confine tra la contea di Kerry e quella di Cork). Dal 2013 è uno dei membri del gruppo FourWinds ed ha inciso un album in coppia con il piper Tom Delany (“Never Say Goodbye, Say Good Luck”). Ora è la volta del primo lavoro a suo nome, “Shine”, del cui titolo racconta al mensile “Irish Music Magazine: “Sono un po’ come una gazza e amo tutte le cose luminose e allegre […]. Ho anche la fortuna di vivere proprio accanto all’oceano, quindi il sole gioca un ruolo importante nella mia vita quotidiana e nella mia musica” (IMM, Agosto 2020). Concertista in solo e in gruppo nonché didatta animata da una grande determinazione a trasmettere il portato della tradizione musicale, Keane ha costruito un album di quattordici tracce strumentali, raccogliendo molte delle melodie che predilige. “Volevo davvero che le composizioni nuove e vecchie si accomodassero comodamente l'una accanto all'altra. Ho scelto brani composti da molti dei grandi compositori contemporanei di musica tradizionale come Niall Vallely, Vincent Broderick, Liz Carroll, Tony Sullivan, John Brady, Tommy Peoples e Josephine Keegan”, dice Caroline, però il disco contiene anche due sue composizioni: il jig “While the Cat’s Away” e “The Wine Strand Polka”. Se il mantice è ben al centro della scena, non secondario, tuttavia, è il contorno di musicisti che la strumentista, che oggi vide a Dingle (Co.Kerry) ha chiamato intorno a sé: il già citato Tom Delany (uilleann pipes), Laura Kerr e Jeremy Spencer (violino), Alec Brown (violoncello), Gerry O'Beirne, Conal O'Kane e Gearóid Ó Duinnín (chitarra), Ryan Molloy (pianoforte) e Robbie Walsh (bodhrán). Il suo piglio deciso e brillante, la grande articolazione nelle ornamentazioni sono subito messi in chiaro nell’iniziale set di slides “Charming Lovely Nancy / Sleamhnán Lios Póil / Jazzin' with Mag Leary”, suonato in coppia con la chitarra di O’Kane, cui segue un set di jig (“Paddy From Portlaw / The Old Flail / When the Cat’s Away”) in assetto di trio: concertina, chitarra e bodhrán. Bella l’accoppiata con il violino di Laura Kerr in “Gráinne’s Jig / Don’t Touch That Green Linnet” e il medley di reel in trio (“The Roscommon Reel / The Ballymahon Reel / Father Newman's”). Parimenti vincenti le slides “Denis Murphy’s Slide / Nelly Mahony’s/ Thadelo’s Slide”, in organico di quartetto (concertina, violoncello, violino e chitarra). È un bel susseguirsi di accenti danzanti (hornpipe, valzer, polka, barn dance, reels, jigs), ma c’è spazio anche per un delizioso tema che si muove a passo lento, “When You’re Gone I Say Your Name”, firmato dal chitarrista Gerry O’Beirne, che accompagna da par suo le fini e brillanti trame della concertina. Fanno centro anche “The Gatehouse Maid / Arkle Mountain / The Strawberry Blossom” suonate in coppia con le uilleann pipes e il set di temi d’autore (irlandese e scozzese) “The Nightingale / The Rock on the Clyde / The Jig of Port Fleadh”, dove la concertina dialoga con il violoncello. In ogni modo, come accade in dischi di questa levatura, sull’onda della musicalità ognuno sarà portato a scoprire e scegliere il motivo che più lo avvince. Potrà sembrare scontato, eppure “Shine” è un titolo che compendia l’essenza di un’artista giovane ma dotata di abilità sullo strumento e di squisita ricerca di qualità sonora, di sensibilità melodica e di capacità di mettere a punto il programma giusto per regalarci pura gioia. www.carolinekeanemusic.com 


Ciro De Rosa

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