Anita Pusceddu Gioacchini/Gerardo Iacoucci – La Canzone Romana Oggi (AlfaMusic, 2019)

Ci sono dischi che nascono da fortunate alchimie, da incontri non solo musicali e intuizioni di grande spessore culturale. Spesso si tratta di piccole grandi perle, opere destinate a lasciare un segno tangibile, anche se non godono di tutto il successo e della visibilità che meriterebbero. E’ il caso di “La Canzone Romana Oggi”, progetto discografico dalla lunga gestazione, nato dal sodalizio tra il musicista e poeta romano Mario Ferraro e il pianista, compositore e direttore d’orchestra Gerardo Iacoucci. Nelle note di copertina Angelo Ferraro, figlio del poeta, scrive: “Le musiche composte da Gerardo per i testi dialettali di mio padre sembrano composte di getto, improvvisazione colta, fiera della sua spontaneità. Musica per “un amico”, pensiero melodico dolce e tenace, arrangiamenti nobilmente vernacolari, arrivano da un luogo segreto della loro amicizia dove Gerardo ha catturato la vita e l’ha affidata, nel tempo, alla più temporale delle arti”. A dare voce alle liriche di Mario Ferraro e, in parte di Orsola Fortunati, è la cantante Anita Pusceddu Gioacchini, per l’occasione, accompagnata da un gruppo di eccellenti strumentisti composto da Michele Ascolese (chitarre), Filiberto Palermini (soprano), Marco Paniccia (fisarmonica e tastiere), Elio Tatti (basso elettrico) e Giampaolo Ascolese (batteria e percussioni). Il risultato è un album che affonda le sue radici in quell’immaginario poetico che appartiene alla Roma di Giuseppe Gioacchino Belli, Cesare Pascarella e Trilussa e ai dischi di Gabriella Ferri, e che nel contempo proietta la tradizione verso il futuro intrecciando il dialetto romano con sonorità che mescolano elegantemente soul e jazz. Prodotto ed arrangiato dallo stesso Gerardo Iacoucci che ne firma le musiche, il disco raccoglie sedici brani nei quali si spazia da atmosfere riflessive e crepuscolari, a momenti più energici e gioviali, il tutto caratterizzato da sonorità che si sposano perfettamente con i testi e valorizzano la vocalità di Anita Pusceddu. Ad aprire il disco è lo swing della canzone d’amore “Nun ereno buscie”, a cui segue la delicata “Fratello”, dedicata ad un fratello lontano e intrisa di sentimento. La brillante melodia de “Er Zogno” in cui spicca il soprano di Palermini e il piano di Paniccia, ci introduce all’appassionata “Quanno l’amore bussa”, la cui linea melodica è giocata sull’intreccio tra le corde di Michele Ascolese e la fisarmonica di Paniccia. Se lo swing torna al centro della scena con la pungente “Er Segreto”, la successiva “Sempre de ppiù” è una canzone d’amore densa di lirismo nella quale la batteria suonata con le spazzole di Giampaolo Ascolese incornicia la melodia intessuta dalla fisarmonica di Paniccia. L’invito a fare pace dopo un litigio di “Rifamo Pace”, la bellissima istantanea di una Roma senza tempo di “Romappiù” e la sofferta “Divorzio” ci schiudono le porte alla seconda parte del disco con “Momento de felicità” nella quale spicca l’eccellente prova vocale della Pusceddu e l’introspettiva “Settembre”. La sequenza con l’invocazione alla Madonna di “Sarve Maria”, la canzone di sdegno “Va a morì ammazzato”, in cui una donna si ribella alle ingiustizie del proprio uomo, e la dolce melodia di “Addio Povesia” ci conducono verso il finale con i versi densi di nostalgia di “Ciavevi” e l’amara riflessione sull’amicizia de “’N amico”. Insomma, “La Canzone Romana Oggi” è un disco prezioso, un lavoro intenso ed appassionato che rende omaggio all’opera di un poeta da scoprire come Mario Ferraro. Da ascoltare con attenzione.


Salvatore Esposito

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