Lina_Raül Refree – Lina_Raül Refree (Glitterbeat, 2020)

Lina_Raül Refree è il connubio nato da Lina, all’anagrafe Lina Rodrigues, cantante lusitana di fado, e dal produttore e polistrumentista catalano Raül Refree (Raül Fernandez Miró). Lina è una profonda conoscitrice del repertorio di Amàlia Rodrigues in cui spazia dall’età di quindici anni, Raül nella sua carriera musicale ha imperversato in modo sperimentale tra rock, flamenco e jazz firmando brani e colonne sonore. Dopo gli studi classici, dell’opera in particolare, Lina è ritornata al fado, ospite costante del mitico Clube de Fado di Lisbona. Il CD Lina_Raül Refree è la sintesi del fado moderno: la cantante entra talmente bene tra le pieghe più intime del repertorio della Rodrigues da volerlo rigenerare attraverso una personalissima rilettura. Le doti vocali non le mancano con una grande voce contemporanea, ricca di chiaroscuri e aperture espressive non comuni. L’incontro con Raül_Refree ha fornito l’opportunità di lavorare a questo cambiamento. Al posto della chitarra portoghese il pianoforte e il sintetizzatore di Raül creano atmosfere drammatiche e sacrali. Il loro incontro è avvenuto in modo molto immediato: sulla base di un precedente lavoro di Raül a proposito del flamenco, con la cantante spagnola Rosalìa, Lina ha chiesto a Raül di sottoporre anche il repertorio del fado a un’operazione di rinnovamento. Subito dopo averla ascoltata cantare, Raül ha musicato i brani da lei scelti per il CD e in tre sessioni, che hanno avuto inizio nel maggio 2018, Lina e Raül hanno dato vita ad una suggestiva rilettura del fado, accentuandone gli aspetti più drammatici e “asciugando” quelli più melodici. Il pianoforte amplifica le doti vocali e interpretative di Lina, mettendo la sua voce al centro e dandole una risonanza “sacra”. Speranza, malinconia ed emozione si intrecciano in una inedita chiave di lettura, amorevole e rispettosa per i brani di partenza. Dodici tracce come bagliori nella notte, tra le quali colpiscono la sofferta “Cuidei que tinha morrido”, “Gaivota”, “Quando ei era Pequenina” che qui -tra le note di un pianoforte nella notte e l’inserimento di un moog che evoca una sirena - acquisisce una sonorità urbana e ansiogena, “Maldição”, “Barco negro”, “Ave Maria fadista”. “Voz Amalia de nòs”, mai eseguito da Amàlia Rodrigues - l’unico dell’album in cui può essere ascoltata la chitarra acustica-conclude dolcemente il CD. Urgenza, emozione, tragicità sono le chiavi di lettura di questo nuovo fado. Da ascoltare lasciandosi cogliere dalla sorpresa di un rinnovamento ben ancorato alle radici. 


Carla Visca

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