Ssewa Ssewa – Nva K’La (Arc Music, 2020)

Ssewakiryanga James Jr., è conosciuto come musicista con il nome di Ssewa Ssewa. La sua formazione multistrumentale è avvenuta nel suo paese natale, l’Uganda, è molto vasta ed arricchisce anche le sue versatili attività come compositore ed educatore. A queste, negli ultimi anni, ha aggiunto anche quella di inventore di strumenti. A lui si deve la creazione dello “janzi” arpa a ventidue corde divise in due gruppi da undici: la parte sinistra dello strumento (in legno) presenta un’accordatura diatonica, mentre la parte destra le accorda in modo pentatonico. La molla che l’ha portato ad immaginarlo rimanda all’annosa questione dei controlli aeroportuali: ad un musicista del suo gruppo venne impedito di viaggiare con l’adungu (arpa utilizzata in particolare dagli Alur del nord dell’Uganda). Da allora Ssewa Ssewa ha trasformato in laboratorio una parte del giardino di casa ed anche in uno spazio dove insegnare ai musicisti più giovani come suonare questo strumento che combina approcci musicali diversi e complementari. Nel frattempo, ha depositato il brevetto per lo janzi presso l’African Regional Intellectual Property Organization (ARIPO). Ssewa Ssewa viene da una famiglia dove la musica è stata sempre praticata e coltivata dai genitori, Ssewakiryanga James Sr. e Betty Namata Ssewakiryanga, che l’hanno incoraggiato ad incontrare musicisti e maestri. Dall’Uganda Ssewa Ssewa trae anche l’ispirazione per le narrazioni, i ritmi e le armonie che costituiscono il telaio delle sue composizioni. Un telaio dove ama innestare, all’interno della forma canzone, altre tradizioni musicali, ricorrendo con sensibilità, per esempio, sia all’akogo (dall’Uganda), sia alla mbira (Zimbabwe), entrambi idiofoni in cui una tavola o cassa di legno permette la risonanza di lamelle metalliche suonate con le dita. Pur essendo particolarmente a suo agio con gli strumenti a corda (endongo, sorta di lira; adungu, arpa ad arco; il “violino” endingidi), Ssewa Ssewa ha evidenti abilità anche come percussionista e alle percussioni e all’amadinda (xilofono) dedica l’unico brano strumentale, a metà dei dodici brani inclusi nell’album, “Engoma”. Tutte le altre canzoni includono versi ben sviluppati scritti per metà di suo pugno e per metà collaborando con altri compositori. Il ricco e curato libretto riproduce i versi originali, ma anche brevi sintesi e versi in inglese, con riferimenti a temi sociali, sfide globali, questioni legate alla diversità, alle dinamiche economiche, alle forme della cittadinanza, ma sono capaci di celebrare e scatenare anche gioia e felicità, come nel quinto brano, “Egunde” che invita alla festa, al canto, alla danza collettiva. Nei vari brani lo accompagnano Sebulime Michael, Aloysius Migadde, Myko Ouma, Isaiah , alle chitarrre elettriche, Matovu Lawrence al basso elttrico (eccetto in “Omulangila” dove suona Samuel Bisaso), Trevor Muhumuza o Andrew Ahuura alle tastiere, Joshua Maggwa o Augustine Mukisa alla batteria, Solomon Kalungi Ssozi e Lubwama Jimmy per i cori. Il disco è stato registrato allo Janzi Studio a Kampala da Timothy Okia. Ssewa Ssewa si è preso cura personalmente sia del mastering, sia delle note incluse nel libretto e inframezzate dalle belle foto a colori di Walter Keys. 


Alessio Surian

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