Sean O'Brien and His Dirty Hands – My Colors Dark (First Cold Press, 2019)

Cantautore californiano con alle spalle oltre venticinque anni di onorata carriera, Sean O’Brien è noto per essere stato il front-man di alcune tra le più note band della West Coast come Meantime, True West, Denim TV e The Mariettas. Dopo aver debuttato come solista nel 2004 con “Too Personal” , nell’arco di meno di due lustri, ha messo in fila otto album tra cui vanno mezionati gli ottimi “Seed Of Mayhem” del 2006, “Goodbye Game” del 2008, la raccolta “The Drug Of Memory” del 2009 che raccoglieva il meglio della sua produzione e il più recente “Risk Profile” del 2014. A distanza di cinque anni da quest’ultimo, lo ritroviamo con “My Colors Dark”, pubblicato unicamente in vinile e in digitale, ed inciso con His Dirty Hands, formazione che lo accompagna anche dal vivo da diverso tempo, composta da quattro strumentisti di primo livello come Greg Lisher (chitarra), Kevin Thomas White (basso), John Hanes (batteria) e Damon Wood (chitarra). Composto da undici brani, a cui si aggiungono le due bonus track disponibili in download digitale per chi acquista l’Lp, il disco è strato co-prodotto dallo stesso Sean O’Brien con Matt Boudreau e presenta un sound che affonda le sue radici nella migliore tradizione roots rock e nell’alternative country. Si parte con la travolgente “Master of the Slow Burn” il cui tiro ritmico e la linea melodica killer ci riportano dritto alle esperienze garage di O’Brien, ma è solo un momento perché subito dopo arriva il gustoso rock della title-track, cantata a due voci con Chris Von Sneidern e “Hilarious” che non avrebbe sfigurato in un disco di Elvis Costello. Se “Kiss Full of Questions” è una ballata densa di poesia e brilla per la costruzione musicale dell’arrangiamento, la successiva “The Day You Own It” è un raffinato esempio di come O’Brien riesca a destreggiarsi con agilità tra le vestigia di quello che fu il Paisley Underground. Il bel duetto con Laura Benitez nella ballata “Down The Stairs” ci introduce alla trascinante scorribanda di “Trying to Stop” a cui segue la torrida "Three Snakes Caught (Good Eye Finnegan)”, composta con il cantautore newyorkese Doyle Dean ed incorniciata da un perfetto assolo di chitarra nella seconda parte. Il ritmo resta sostenuto anche con le successive “Poor Gun Country” e “Broken World” ma la perla del disco arriva in conclusione con la folk ballad “The Burden is Not Great The” la cui trama melodica è impreziosita dalla pedal steel di Patrick Strain. C’è, però, ancora tempo per le due imperdibili bonus track ovvero la outtakes dalle sessions “Click On” e la bella resa di “Kingdom Of Love” di Robyn Hitchcock. “My Colors Dark” è, dunque, un esempio di quel songwriting artigianale, tutto passione e dedizione, che sempre più raramente ci capita di incontrare anche negli States. 


Salvatore Esposito

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