OMA Orchestra Multietnica di Arezzo – Culture contro la paura (Materiali Sonori, 2019)

Ad un anno di distanza da “Occident Express”, l’Orchestra Multietnica di Arezzo torna con “Culture contro la paura, nuovo album che vede il large ensemble diretto da Enrico Fink ripercorrere le tante collaborazioni messe in campo negli anni con artisti che hanno condiviso la loro costante battaglia culturale contro il razzismo ed all’insegna dell’inclusione culturale. Come ben sintetizzato dal titolo, il disco è un coinvolgente viaggio fatto di incroci ed attraversamenti sonori, incontri e dialoghi, che si snoda dall’Italia al Nord Africa, solca il Mediterraneo per approdare in Turchia, Grecia e Balcani, superando confini e abbattendo muri, ma soprattutto ribandendo l’importanza del confronto tra culture differenti come elemento centrale di arricchimento per la nostra società. Registrato presso il Teatro Verdi di Monte San Savino (Ar), il disco raccoglie diciannove brani che, nel loro insieme, compongono un racconto corale in cui la canzone d’autore spesso si interseca con la world music ma accade anche di assistere al dialogo tra la tradizione musicale italiana e quella dell’Est Europeo, senza dimenticare i suoni speziati d’Oriente che spesso fanno capolino nelle linee melodiche. Aperto dalla trascinante rilettura dello strumentale “Out Of What?” da “Carnival Cospiracy” della Frank London's Klezmer Brass Allstars, il disco ci conduce in Nord Africa con l’intro a “Uomo Nero” di e con Dario Brunori tratto da “A Casa Tutto Bene” del 2017 e qui riletta in una versione orchestrale ancora più intensa e sentita ad esaltare la stringente attualità del testo in cui si susseguono immagini dei tanti nuovi fascismi che nascono accanto a noi. Si prosegue prima con “Cerchi Nell’Acqua”, firmata da Paolo Benvegnù ed impreziosita dalla presenza di quest’ultimo a ribadire la necessità di “frantumare le distanze”, e poi con il classico dei Rokes “E’ la pioggia che va” in cui Shel Shapiro ci riporta indietro nel tempo agli anni Sessanta e al sogno hippy di un mondo migliore. Se “Greta Scandalo” della Bandabardò, con la partecipazione di Erriquez e Finaz, colpisce per la potenza dei fiati e le sue sfumature che intrecciano Sud America e Europa, la successiva “Garganta Con Arena” di Cacho Castagna è un tango appassionato dedicato al cantante tanguero di origini polacche Goyeneche. Si prosegue con il gustoso mash-up tra il tradizionale klezmer “Dos Zekele Mit Koylen” e “Bella Ciao” in cui spicca la partecipazione di Stefano “Cisco” Bellotti e il tradizionale arabo “El Bint El Shalabiya” che ci introducono ad un altro incontro con la canzone d’autore con la bella rilettura di “Fino all’ultimo minuto” di Piero Ciampi con la complicità di Paolo Benvegnù e la sontuosa resa di “Vieni a vivere” di e con Dente, uno dei vertici del disco per intensità ed eleganza dell’arrangiamento. Il recitato di Isabella Ragonese tratto dallo spettacolo “African Requiem” ci introduce, poi, al canto ebraico “Pitchu Li” con la magistrale interpretazione di Moni Ovadia a cui segue l’intensa “Ezekiele Udurui/I Belive In God”. L’ironica ballad “Porco Diaz” di e con Alessandro Fiori rivestita di colori da band e il medley “Au Bord De La Fontaine/Gavotte Des Montagnes” interpretata da Ginevra Di Marco con la partecipazione di Francesco Magnelli e Andrea Salvadori, ci accompagna verso il finale con il recitato di Amanda Sandrelli dal recital “Credoinunsolodio” e quel gioiello che è la preghiera yiddish su melodia spagnola “Tzur Mishelo (La Rosa Enflorece)” in cui brilla la partecipazione di Raiz e Giuseppe De Trizio dei Radicanto. Il tradizionale albanese “Më jep një pikë ujë” e il recitato di Ottavia Piccolo da “Occident Express” suggellano un album dai suoni plurali che esalta la visione aperta ed inclusiva dell’Orchestra Multietnica di Arezzo. 


Salvatore Esposito

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