Inis Fàil – Will You Come Home With Me? (Autoprodotto, 2020)

Gli Inis Fàil nascono nel 1996 e nell’arco di quasi venticinque anni di attività hanno dato vita ad una intensa attività live in Italia come all’estero e hanno messo in fila una nutrita discografia aperta dal debutto “Tradizionale” nel 1998 e proseguita con “One More” nel 2001, “The Blue Bottle” nel 2004 e “Rebound” nel 2006 e diverse collaborazioni con artisti del calibro di Arty McGllyn, Nolagh Casey, John McSherry, Michael McGoldrick, Liam O’Connor e Alan Kelly. Dopo alcuni cambi di line-up, nel 2011 il gruppo ha trovato la sua stabilità con il quintetto attualmente composto dagli storici componenti Alessia Pasini (voce, bodhràn), Lucia Picozzi (fisarmonica), Luca Crespi (uilleann pipes, flauto irlandese e whistle) e Francesco Bettoni (chitarra), a cui si è aggiunto Colm Murphy (fiddle e voce). Per cristallizzare l’esperienza maturata insieme in questi anni, a distanza di tredici anni dall’ultimo disco, li ritroviamo con “Will You Come Home With Me” nel quale hanno raccolto undici brani, in larga parte tradizionali, registrati a Saronno (Va) presso gli studi della Scuola Albero Musica. Ciò che colpisce sin dal primo ascolto è la passione con la quale, la band lombarda approccia i materiali tradizionali, riarrangiandoli con eleganza e gusto, ma soprattutto esaltandone le strutture musicali, troppo spesso sottovalutate. Tradizione e tradimento vanno di pari passo, ma soprattutto si coglie la capacità di superare gli stilemi in cui langue la musica irlandese made in Italy, per aprirsi ad una concezione internazionale dell’approccio ai suoni. Tutto questo emerge sin dalle prime note del reel “The Boys Of Malin” che apre il disco e si delinea man mano, sempre più chiaramente, brano dopo brano. Se gustose sono “Pretty fair maid in the garden” e il reel “Doherty’s”, travolgente è la giga “Fraher’s” così come da non perdere è la raffinata rilettura di “Who knows where the times goes” di Sandy Danny da quel capolavoro che è “Unhalfbricking” dei Fairport Convention. Si prosegue con la title-track in cui spicca il perfetto interplay tra corde, fiati e fisarmonica e il reel “Phylli’s Birthday” dal repertorio di Josephine Marsh ma è sul finale che si tocca il vertice del disco con la bella sequenza composta da “Madam I’m a darling”, la serie di reels “Little Billy Wilson” e “Lucy Farr’s” con una trascinante polka nella parte centrale da non perdere. Il classico della tradizione irlandese “As I Roved Out” chiude un disco affascinante che non mancherà di regalare belle emozioni agli appassionati del genere. 


Salvatore Esposito

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