Enrico Fink & Orchestra Multietnica di Arezzo – Occident Express (Materiali Sonori/Officine della Cultura, 2018)

Nata nel 2007 da un percorso formativo finalizzato alla conoscenza delle musiche tradizionali del Mediterraneo ed aperto a musicisti italiani e stranieri, l’Orchestra Multientica di Arezzo, negli anni, si è via via trasformata in un progetto più ampio, diventando un laboratorio permanente e a geometrie variabili, aperto a collaborazioni sempre nuove non solo con strumentisti provenienti da tutto il mondo, ma anche con scuole e licei musicali. L’obiettivo primario di questa bella realtà è la creazione di una società pluarle, multientica e coesa in cui la diversità culturale è considerata un valore aggiunto e non è un caso che il repertorio abituale dell’ensemble spazi dalla tradizione araba a quella ebraica, dai Balcani alle musiche del Mediterraneo fino a toccare l’Asia e l’Africa, il tutto magistralmente orchestrato da Enrico Fink. Dopo aver debuttato con “Animameticcia” nel 2009, si sono susseguite diverse collaborazioni di prestigio con Cisco, Raiz, Moni Ovadia e Filippo Graziani per giungere alla creazione di spettacoli apprezzati come “Credoinunsolodio” con Amanda Sandrelli. Nel 2013, l’Orchestra ha dato alle stampe “Portosantagostino” ed in parallelo ha proseguito il suo cammino di incontri con Bandabardò e Shel Shapiro, per giungere nel 2015 al laboratorio con Frank London. Al 2017 risale la collaborazione con Brunori Sas e il progetto speciale “Occident Express (Haifa è nata per star ferma)” che ha visto l’Orchestra Multientnica di Arezzo portare in scena il monologo di Haifa, scritto da Stefano Massini e interpretato da Ottavia Piccolo con la co-produzione del Teatro Stabile dell’Umbria e Officine della Cultura. Lo spettacolo vede al centro della narrazione la storia, realmente accaduta, di una anziana donna di Mosul che nel 2015, fuggì con la sua nipotina di quattro anni dall’Iraq al Baltico, seguendo la “rotta dei Balcanni. Si tratta di un racconto impastato tra musica e parole che si susseguono senza sosta, un’istantanea di vita, un diario di una corsa verso la salvezza con la musica dell’Orchestra ad evocare in modo superbo le sensazioni, le atmosfere, i suoni e i colori del viaggio. Dal recital è stato tratto il disco omonimo che segue un percorso diverso rispetto al palco, una via autonoma dal punto di vista evocativo, senza tuttavia far disperdere il senso profondo di tutto il progetto. Il lavoro di composizione di Enrico Fink è stato volto a costruire una narrazione per immagini sonore che procede tra canzoni, recitativi e spaccati strumentali nei quali la musica world incrocia l’elettronica, soundscape e improvvisazione. Ad impreziosire il tutto è l’organico dell’Orchestra che, per l’occasione, vede protagonisti Enrico Fink (voce, flauto, ewi), Mariel Tahiraj (violino), Natalia Orozco (viola), Mariaclara Verdelli (violoncello), Gianni Micheli (clarinetto, clarinetto basso, fisarmonica), Massimo Ferri (cümbüş turco, chitarra, oud, bouzouki), Luca Roccia Baldini (basso), Massimiliano Dragoni (percussioni e salterio), oltre alle voci di Stefano Naddi e Cristina Rizzo. Aperto dalle atmosfere evocative della title-track in cui fa capolino la voce recitante di Ottavia Piccolo, il disco entra nel vivo con le sonorità medio-orientali di “Fuori dalla strada” che rimandano alla fuga, alla sofferenza e ai confini attraversati. Il lirismo poetico di “Notte” dal brillante taglio cantautorale ci introduce agli intrecci tra sonorità world ed elettronica di “Farid, dal sedile accanto”. Le atmosfere balkan di “Una cosa che va via” cin cui ritroviamo la voce di Ottavia Piccolo e il crescendo di “Dall’altra parte” ci conducono verso il finale con le splendide “Neve”, tutta giocata su flauto, percussioni, archi e corde, e “In Exitu”, quest’ultima caratterizzata da una brillante architettura strumentale. L’intensa “Non sprecate l’aria” con la voce di Ottavia Piccolo suggella un altro ottimo lavoro per l’Orchestra Multientica di Arezzo, protagonista quest’anno del nuovo progetto live “#culturecontrolapaura” al quale seguirà un nuovo album di prossima pubblicazione. 


Salvatore Esposito

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