Ferdinando Romano – Totem (Losen Records, 2020)

Contrabbassista beneventano classe 1983, Ferdinando Romano vanta un solido background formativo che lo ha visto conseguire prima il diploma presso il Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze e successivamente il Master in Performance presso il Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano. Parallelamente, il suo percorso artistico si è indirizzato tanto verso la composizione in ambito classico-contemporaneo, quanto verso il jazz con la partecipazione nel 2017 al progetto InJam al Siena Jazz con il trombonista Glenn Ferris e il sassofonista Logan Richardson, le esperienze con la Rainbow Jazz Orchestra, diretta da Duccio Bertini e l’Arcadia Trio, nonché le collaborazioni a numerosi album e tour di altri artisti italiani ed internazionali. A coronamento di questo intenso cammino, il contrabbassista campano ha dato alle stampe “Totem”, album che lo vede mettere in fila otto brani originali, incisi con Giovanni Paolo Liguori (batteria), Simone Alessandrini (sax alto e soprano), Tommaso Iacovello (flicorno), Manuel Magrini (piano), Nazareno Caputo (vibrafono e marimba) e la partecipazione di Ralph Alessi alla tromba, ben noto a livello internazionale per le sue collaborazioni con Uri Caine e Ravi Coltrane. Si tratta di una sorta di concept album che ruota intorno ai misteri ancestrali della natura come lascia intendere il titolo fortemente evocativo, ma anche gli stessi brani che portano i nomi di animali ed elementi naturali archetipici. Dal punto di vista prettamente musicale, il disco rappresenta una sintesi perfetta delle esperienze maturate sia in ambito classico, sia in quello jazz e tutto ciò si sostanzia in una profonda cura per le composizioni e la ricercatezza dei timbri. Ad aprire il disco è "The Gecko" che spicca per le tessiture modali di contrabbasso e marimba in cui si inserisce l'elegante fraseggio della tromba di Alessi. Si prosegue prima con il solo di Romano nella breve ma bellissima "Evocation" e poi con il perfetto interplay di "Wolf totem" in cui dialoga brillantemente con il piano di Magrini, ma è con il crescendo melodico di "Curly" e le due parti di "Sea Crossing" che si tocca il vertice compositivo del disco, entrambe esaltano le possibilità espressive del gruppo guidato da Romano e mettono in luce la sua capacità di passare attraverso atmosfere sonore differenti. Se "Memories Reprise" ci cattura sin dalle prime note con il suo tema cantabile in cui giganteggiano il sax soprano di Alessandrini e il flicorno di Iacovello, la successiva "Mirrors" è un saggio di perfetta costruzione ritmica con la batteria di Liguori, il vibrafono di Caputo e il contrabbasso di Romano che ci conducono pian piano all'ingresso della tromba di Alessi nella linea melodica. "Totem" è, dunque, una eccellente opera prima che lascia intravedere con chiarezza tutte le potenzialità di Ferdinando Romano come leader, tanto nel saper costruire architetture sonore di grande potenza evocativa, quanto nel curare con dedizione l'aspetto compositivo. 


Salvatore Esposito

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