Gerardo Balestrieri – Canzoni del Mare Salato (Egea Music, 2019)

Corto Maltese è stato e rimane un ideale, un modello, un sogno, una rivendicazione, uno stato d’animo, un’iniziativa, un viaggio antico, un orizzonte. Corto Maltese è poi una geografia e una filosofia. Un’espressione felice della mente, che Hugo Pratt ha reso viva a tratti di disegno. Corto ha segnato la fantasia di un’intera generazione come solo gli eroi di Salgari avevano saputo fare qualche generazione addietro. Con qualcosa che però quei personaggi non avevano: una interpretazione della vita laica, colta, adulta, profondamente umana. La sua figura è stata reinterpretata, è stata oggetto di film di animazione, di mostre, di libri e di pièces teatrali. E naturalmente di canzoni: certi sguardi lontani in quei tratti di matita, che raccontano storie di inizio secolo in giro nel mondo, sembrano proprio invitare a seguire traiettorie di accordi e parole. Invito che ci pare abbia seguito, e bene, Gerardo Balestrieri che, in questo concept album dedicato a Corto – che non nomina mai, forse per pudore, forse per senso di fratellanza e affinità elettiva, o forse perché in fondo è lo stesso Corto quello che osserva e quindi narra – ha percorso più di una traiettoria sonora, ha incrociato idee e stili musicali, ha messo un numero sconsiderato e felice di strumenti insieme con altrettante immagini. Si ritrovano nelle tracce del disco i protagonisti dei fumetti di Pratt e le loro storie, che Balestrieri interpreta – e le sue doti interpretative sono sempre eccellenti e, potremmo dire, in questo caso lo “disegnano” alla perfezione – in molti modi e con effetti a volte sconcertanti, senza pausa, in maniera incalzante, viaggiando nel tempo all’indietro, e nello spazio lungo le geografie del mondo. È proprio questa la cosa che si coglie all’ascolto, ancor prima del racconto cantato, che si segue in un secondo momento e sempre con un turbinìo di disegni nella testa. E pensare che è proprio dalle parole che è partita la scrittura dell’album, parole su cui poi Balestrieri ha costruito vestiti di varia foggia, per lo più esotica e di certo indigena, seguendo la traccia di ogni approdo. Al centro Venezia - patria di elezione di un cantautore che si definisce apolide - città che riscopre la sua vocazione di mare. Canzoni del mare salato è, in sintesi, un’operazione intellettuale e raffinata di un autore colto che, nell’ansia di raccontare, sa percorrere sempre nuove vie. Una conferma, se mai ce ne fosse bisogno, per un artista maturo e consapevole, che sa seguire l’arte anche lungo il filo del fumo... di una sigaretta di Corto Maltese. 


Elisabetta Malantrucco

Nessun commento