Paolo Bonfanti & Martino Coppo, Castello dei Paleologi, Casale Monferrato (Al), 2 febbraio 2020

Nella piccola città di Casale Monferrato esiste una realtà che da dieci anni propone musica di qualità e incontri a tema musicale. Si chiama Books&Blues, e il suo direttore artistico è il bluesman Paolo Bonfanti. Il suo ultimo disco, in coppia con Martino Coppo, ha già avuto una presentazione ufficiale, ma presentarlo anche qui, all’interno della rassegna, nella città che da venti anni ospita il chitarrista genovese, è sembrato quasi un atto dovuto, oltre che, a quanto pare, richiesto a gran voce dai concittadini casalesi. Il disco deve in effetti molto a questa zona del Piemonte, essendo stato registrato tra le colline ovadesi, nella Cascina Pracina, e pubblicato da Felmay (casa discografica sita a pochi chilometri da Casale). Per questa occasione la rassegna si è quindi spostata nelle prestigiose sale del Castello del Monferrato, dove il concerto, con la band al completo, è diventato quindi anche un omaggio alla città, e il pubblico ha ricambiato questo regalo con calore e partecipazione, riempiendo già ben prima dell’inizio una sala che non riuscirà a contenere tutto il pubblico accorso. 
I brani in scaletta sono i dodici contenuti in “Pracina Stomp”, e l’apertura è riservata allo strumentale che apre anche il disco, “Anniversary's Reel”, con i due musicisti da soli sul palco, Coppo al mandolino e Bonfanti alla chitarra, per un brano strumentale dalle influenze irish folk. Un brano che stasera celebra anche un altro anniversario, i dieci anni della manifestazione Book&Blues. L'intesa tra i due è perfetta, e non potrebbe essere altrimenti data la lunga frequentazione, Due veri maestri del loro strumento, in grado di affrontare diversi generi musicali mantenendo un approccio originale. Certamente più blues quello di Bonfanti, più vicino al bluegrass quello di Coppo. Ma in questo concerto le due anime si integrano alla perfezione, entrando ognuno nei brani dell’altro, arricchendoli con le proprie sonorità. E quando i due sono da soli sul palco, come per “Out of Texas”, se ne coglie non solo la bravura, ma anche la perfetta sintonia, la complicità, e il divertimento che provano a suonare insieme. Si passa così dal country blues di “Visa Application Blues” al soul dalle tonalità tipicamente New Orleans di “I Kinda Like It” con la 
fisarmonica di Roberto Bongianino; dal blues elettrico e potente di “Passa o diao”, con un bel solo di Coppo al mandolino, al rock dal forte impatto emotivo di “Over's Under”, con una lunga introduzione di basso e batteria che riproduce i suoni drammatici del crollo del Ponte Morandi, evento che ha costretto molti genovesi a vedere le cose in un'altra prospettiva. Il concerto è anche l'occasione per raccontare molti aneddoti sulla registrazione del disco, avvenuta nell’arco di una settimana alla cascina Pracina, riadattata per l'occasione a studio di registrazione. Così scopriamo che il violino di “Nowhere” è stato registrato da Larry Campbell l'ultimo giorno, sistemandosi con il microfono all'aperto in giardino, essendo la sala di ripresa ormai utilizzata per una farinata finale. Violino che stasera è suonato da Chiara Giacobbe, musicista che si è integrata perfettamente nella band in un ruolo non facile, sostituire ad un tempo sia il violino di Larry Campbell che la voce della moglie Teresa Williams. Completano la formazione Nicola Bruno al basso e Stefano Resca alla batteria, e quando sono tutti sul palco la Pracina band dimostra di aver pochi rivali, sia nei brani più bluegrass oriented come “Cold Dark Grave” che nella splendida rock ballad “For what It's worth” o nella finale “You Were Right”, che chiude nel migliore dei modi una bellissima serata. 


Giorgio Zito

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