Riccardo Fassi Tankio Band – meets Fabio Morgera/Riccardo Fassi Tankio Band – plays Zappa. The Return of the Fat Chicken/Riccardo Fassi Quartet – Portraits of Interior Landscape (AlfaMusic, 2018)

Pianista, tastierista e compositore tra i più apprezzati della scena jazz italiana, Riccardo Fassi ha attraversato, nel corso della sua carriera, ambiti musicali differenti spaziando dal jazz al rock segnalandosi per il suo inguaggio originale e la tensione costante nel ricercare nuove soluizioni sonore partendo dalle intersezioni con l’elettronica. In questo senso, un ruolo centrale lo ha giocato l’esperienza con la Tankio Band, nata nel 1983 con l’obiettivo di esplorare il lessico jazz afro-americano e considerata una delle formazioni più interessanti dell’ultimo trentennio. Negli anni, questa straordinaria big band ha messo in fila collaborazioni di alto profilo e si è misurata con i repertori di vere e proprie leggende come Roll Morton, Duke Ellington, Thelonious Monk, Charlie Mingus e Eric Dolphy, facendo emerge una cifra sitlistica peculiare in grado di muoversi con agilità dal jazz all’avanguardia. Tra gi incontri più interessanti degli ultimi anni della Tankio Band c’è certamente quello con il trombettista Fabio Morgera, strumentista con alle spalle una lunga esperienza nella scena di New York e noto per la sua capacità di saper coniugare le radici italiane con la musica afro-americana. Da questo sodalizio è nato “meet Fabio Morgera” disco che vede il gruppo (Giancarlo Ciminelli, Claudio Corvini, trombe; Roberto Pecorelli tuba; Massimo Pirone, trombone; Sandro Satta, Michel Audisso, Torquato Sdrucia, sassofoni; Pierpaolo Bisogno vibrafono; Steve Cantarano, contrabbasso; Pietro Iodice, batteria) misurarsi con sette composizioni tra riletture e inediti, firmate del trombettista, protagonista non solo come solista ma anche alla conduction. 
Durante l’ascolto a spiccare sono le superbe nuove versioni di “Illegal Immigration started in 1492” da “CTRL-Z”, e “Spanteco (Vomero)” da “Neapolitan Heart” ma anche la swingante “Shell of Lego” in cui spicca il vibrafono di Bisoglio e la splendida “Undermining the Pyramid” in cui brillano le tessiture di Fassi. Il risultato è un lavoro brillante nella sua coralità e costruzione in cui ogni brano si regge su architetture stratificate ricche di sorprendenti intuizioni. Nel percorso della Tankio Band un ruolo importante lo ha giocato anche il lavoro svolto sull’opera di quel genio che era Frank Zappa del quale non si contano omaggi e tributi in ambito jazz e non, ma la cui attualità delle composizioni appare di anno in anno sempre più prepotente. A distanza di oltre vent’anni da “Plays The Music Of Frank Zappa”, Fassi e la sua Tankio Band ritornano sulle composizioni del compositore e chitarrista di Baltimora con “plays Zappa. The Return of the Fat Chicken”, lavoro che non tradisce le aspettative e riprende il discorso intrapreso con offrendoci dieci brani che abbracciano vari periodi dai primi anni 70 ai 90 con l’aggiunta di una composizione di George Duke, già tastierista di Zappa e sei brani firmati da Fassi e Antonello Salis (fisarmonica e voce). Ad impreziosire il tutto a partecipazione di alcuni ospiti speciali come il leggendario Napoleon Murphy Brock (voce, sax tenore, flauto) i cui consigli sono stati determinanti in alcune scelte stilistiche del disco, Alex Sipiagin (tromba e filicorno), Gabriele Mirabassi (clarinetto), Ruben Chaviano (violino) e Mario Corvini (trombone). Il disco svela tutta la grantica compattezza della Tankio Band nell’interpretare gli arrangiamenti di Fassi in cui si inseriscono brillantemente i solisti, ma anche la cura per i temi e la ricercatezza delle soluzioni
melodiche che mirano ad esaltare la scrittura di Zappa come nel caso dell’iniziale “Cosmik Debris” e Florentine Pogen con Napoleon Murphy Brock, la magnifica versione di “Uncle Meat” o ancora “Uncle Remus”. Sul versante dei brani inediti segnaliamo il gustoso duetto tra Fassi e Salis nella title-track, “Black Forest” e la conclusiva “Dream About Frank”. Parallelamente alla Tankio Band, Riccardo Fassi ha coltivato anche esperienze in formazioni più ristrette come il quartetto con il quale ha inciso “Portraits of Interior Landscape” inciso con Stefano Cantarano (contrabbasso), Marco Valeri (batteria), Pietro Iodice (batteria) e la partecipazione speciale di Alex Sipiagin (tromba). Composto da undici composizoni originali che rappresentano altrettante tappe del personale viaggio interiore del tastierista, il disco svela una cura certosina per la scrittura in uno con la sperimentazione in ambito melodico ed improvvisativo, valorizzando al massimo il contributo dei solisti nella costruzione dei brani. Le tastiere elettroniche di Fassi ci guidano, così, tra marcette ironiche come “Allegro Rabarbaro”, incusioni nel blues con “Bass In The Dark” in cui brilla la tromba del russo Sipiagin e il lirismo di “For Kenny” dedicata al trombettista anglo-canadese Kenny Wheeler. Non manca una personale rilettura di “Some Bass From Bill” di Bill Evans o gli echi latin di “Sathow” ma il vertice del disco arriva con la poetica “Strange Night” in cui spicca tutta la capacità di Fassi di esplorare nuove strade sonore. Insomma, questi tre album hanno il pregio di offrirci uno sguardo di insieme sul percorso del tastierista tanto alla guida della sua Tankio Band quanto come eccellente compositore. 


Salvatore Esposito

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