Stradarolo. Musica, Teatro, Danza, Arte su strada. “Plastic Free”, Zagarolo (Rm), 13 - 15 Settembre 2019

“Noi raccontiamo la città che si confonde con la campagna, i boschi che restano, i prati che resistono, il borgo antico, il centro commerciale che uccide il droghiere, un infinito corteo di ragazzi con le cuffie nelle orecchie e gli occhi a guardare lo smartphone come una luna piena. Tante auto in fila per andare e alla sera ritornare. I pendolari, loro sono gli eroi della quotidianità che vivono attorno ad una metropoli. Così invitiamo il pubblico a riscoprire i vicoli, le piccole scale, gli affacci, a sedersi sulle pietre e prima di parlare, ascoltare. (…) Il tema di quest'anno è “plastic free”, non è un risultato acquisito, è un percorso da fare, una linea da tracciare. Abbiamo proposto di bere acqua pubblica, di non acquistare cibi e bevande in plastica e come sempre di camminare a piedi in un borgo bellissimo tutto liberato dalle auto. Benvenuti, saranno tre giorni fantastici.” Queste sono alcune delle parole che Andrea Satta - a cui è affidata da sempre la direzione artistica del Festival - ha scritto agli artisti che hanno partecipato quest’anno a Stradarolo, la manifestazione su strada più intensa, appassionata, melodicamente rumorosa, soprattutto assolutamente più necessaria per chi ama l’arte, la bellezza e l’amicizia. 
Quando la domenica sera si risale in macchina per tornare a casa è un po’ come quando da piccolo tornavi dalle vacanze e non potevi credere che fosse già tutto finito, che la strada non fosse più tua, che vicoli, prati, sassi non fossero l’unico oggetto dei tuoi pensieri. Sono stati davvero tre giorni fantastici e sono tre giorni però davvero difficili da narrare in una cronaca. Sembra impossibile tener conto di tutto quello che è accaduto contemporanemante in tante piazze del comune di Zagarolo, da Palazzo Rospigliosi fin oltre Piazza Paparelli. Ma anche di tener conto del lavoro volontario indefesso di un gruppo di persone innamorate del Festival che erano ovunque, hanno coperto ogni mancanza, tra tecnici, addetti alla segreteria e alle piazze, ragazzi che vendevano magliette, amici, improvvisati, cani e gatti. E va anche detto che Stradarolo viene fatto con pochi mezzi, eppure sembrava di stare in una grande manifestazione pubblica del Nord Europa, con grandi disponibilità di mezzi tecnici ed economici. Non staremo qui a magnificare la bellezza dei miracoli realizzati con poco: rivendichiamo invece la necessità che questi eventi siano necessari, 
imprescindibili e considerati eccellenza della Cultura italiana e come tali considerati. Che si diano i soldi veri e tanti a queste storie! Storie che richiamano persone e che rendono felice la gente! E comunque complimenti a chi ha reso possibile il miracolo: il Comune di Zagarolo, Lazio Innova, la Regione Lazio, il Cotral, l’Istituzione di Palazzo Rospigliosi, la Comunità Montana e i Têtes de Bois, il gruppo musicale che in anni e anni ha mostrato doti da operatore culturale, oltre ad essere una delle band di punta della Canzone d’autore italiana. Ma veniamo alle tre serate. La prima, quella del venerdì, è stata la più facile: un’anteprima, una piazza, un attore come Giobbe Covatta a farci ridere amaramente per quello che sarà il mondo tra pochi anni se non si interviene in tempo a rallentare i cambiamenti del clima. Alla fine è intervenuta una delegazione di Friday For Future, i ragazzi di Greta Thumberg. Erano proprio ragazzi, pieni delle loro sicurezze da adolescenti, inferociti per il futuro di cui si sentono scippati, agguerriti come ogni giovane sa essere. Dobbiamo aiutare loro e il loro futuro, per aiutare noi stessi. Il sabato è invece partito in corriera. Anzi, le corriere erano tre per vedere le campagne e le aree suburbane della zona. Pullman che si sono trasformati in teatri ambulanti, per rovesciare l’immagine del triste viaggio del pendolare, che alla solitudine dei propri pensieri stanchi aggiunge odori, scossoni, telefonate moleste del vicino di sedile, rumori e promiscuità non volute. Ed ecco che la corriera è divenuta magia di parole con Marco Tardelli, Giuseppe Cederna e lo chef Peppone Calabrese. Intanto, al centro dell’aiuola spartitraffico, sulla strada della Antica Gabi, Angelo Pelini dei Têtes, vestito in abito da gran galà, suonava il suo piano a coda. 
E se vi sembra strano, sappiate che il giorno dopo, più o meno alla stessa ora, Ulderico Pesce ha messo in scena il suo “Petrolio” alla pompa di benzina… Ma torniamo a sabato, intorno alle cinque del pomeriggio. Chi si aggirava per le strade di Zagarolo a un certo punto, all’improvviso, ha visto un muoversi contemporaneo di strumenti, genti, magliette, furgoni: cominciavano prove e sound check, arrivavano gli artisti, i pochi telefoni funzionanti (ma perché a Zagarolo non funzionano i telefoni?) squillavano, mentre il mitico tecnico Raniero Terribili era in giro in bicicletta da una postazione all’altra. Alle 19 Sono cominciate le presentazione dei libri, a Vicolo dello Spallato, delle quali ricordiamo: “Viaggiando, per onde su onde. Il viaggio di conoscenza, la radiofonia e le tradizioni musicali locali nell’Italia del dopoguerra (1945-1960)” di Maurizio Agamennone (Squilibri Editore). E poi ovunque è cominciata la festa, quasi in contemporanea: musica, cibo, danza, fumetti e immagini (Magnasciutti e Krayon) circo, le incursioni dei due buskers Koryù e Claudio Montuori e cinema (Stradarolo ha inaugurato questa sezione con Cecilia Mangini intervistata da Timisoara Pinto la domenica, e sabato con "Selfie", film di Agostino Ferrente). 
Noi proveremo a raccontare della musica, cominciando con il giornalista e storico Enrico de Angelis, che ha condotto gli incontri con la canzone d’autore, anzi d’autrice, visto che sue ospiti sono state sabato Nada e domenica Mariella Nava. Da un’altra parte avveniva lo straordinario incontro tra il bandoneon di Daniele Di Bonaventura e l’organetto di Alessandro D'Alessandro. La canzone d’autore ha poi trovato spazi luoghi e note a piazzetta Brembi, con i set di Carmine Torchia e Carlo Valente. Quest’ultimo è poi accorso in piazza Paparelli a suonare e cantare con intensità e bravura per l’amico Piergiorgio Faraglia, che aveva partecipato all’ultimo Stradarolo, quello del 2015. Con lui anche Agnese Valle, che ha dedicato una bellissima canzone inedita, dal titolo “L’astronauta”, a Piergiorgio e alla sua compagna Alessandra Parisi. Poco prima, a pochi passi da lì, mentre la cartomante Monia prediva il futuro tra un canto e un frastuono, c’erano gli Her Pillow … è stato un bagno di folla. Ma in realtà ogni piazza e vicolo e strada erano strapieni, mentre gli abitanti delle case, intrepidi e senza timore, passavano tra un cavo e un microfono per rientrare a casa e offrivano caffè. Nella stessa piazza, il giorno seguente, il gruppo Cromosoma X (Raffaella Misiti, Alessandra Casale, Annalisa Baldi) hanno raccontato, tra canti e parole, di ecologia, ma anche di cibo e del mondo visto al femminile. Poco prima Stefano Saletti, polistrumentista e compositore - prima da solo e più tardi con Barbara Eramo - ha raccontato e mostrato come si “canta il Mediterraneo”, accompagnato dal Baobab ensemble, laboratorio di canti e musiche. E ancora chi si aggirava tra la folla ha potuto captare il racconto di “Zenia” di Nora Tiggs, il fischio melodico di Elena Somarè, le Galline pensierose di Malerba lette da Valerio Corzani e musicate da Erica Scherl, Elisa Atteo, 
Olena Kurkina, e ancora gli Aranira, il Coro multietnico Romolo Balzani di Sara Modigliani… e poi? E poi ha potuto incontrare i “pronipoti” con la loro “Musica & Magia”… ragazzi tutti figli d’arte e di Stradarolo: Edoardo “Rubik” che ricompone qualsiasi cubo in pochissimi secondi, Tito Terribili che canta con il suo ukulele con i Music Room di Emilian e Veronica Vasile, Francesco Amato che suona il piano e compone sue canzoni. Infine raccontiamo di Piazza Paparelli, a partire dalle 21.00 di domenica, dove è andato in scena il toccante omaggio a Francesco Di Giacomo, zagarolese d’elezione. La serata, voluta e organizzata dalla moglie Antonella Caspoli, è stata condotta dal giornalista Duccio Pasqua e ha visto sul palco Rocco Papaleo, Andrea Satta, Elena Somarè, Cecilia, le Cromosoma X. In particolare vogliamo ricordare la bellissima interpretazione di Raffaella Misiti del brano “Insolito”, tratto dal disco “La Parte mancante”, uscito qualche mese fa e di cui Blogfoolk ha molto parlato. Lei era accompagnata da Paolo Sentinelli, che di quel disco è produttore artistico e soprattutto autore di tutte le musiche. E poi di nuovo i Pronipoti Tito e Francesco, con una versione strepitosa della stessa “Parte Mancante”. E non abbiamo ancora finito. Non diremo che finiremo con la cosa più bella, perché Stradarolo è nel suo insieme un momento di bellezza pura e quindi di magia… 
e se di questa cronaca avete capito poco è anche giusto sia così, perché Stradarolo è passare da un vicolo e l’altro, mangiare un supplì ufficialmente e uno di nascosto, incontrarsi e scontrarsi, perdersi, cercare e trovare altro, passare e ripassare, felicemente confondersi. Però poi arriva il momento in cui tutto è chiaro, tutto si ricompone e trova il suo senso; c’è stato un momento di Arte totale, la più bella installazione umana che nessun MOMA metterà mai in esposizione: stiamo parlando del Pranzo Popolare della domenica. Tutto il Corso occupato da un lungo tavolo, con l’immensa tovaglia costituita da tante piccole tovaglie cucite una dietro l’altra, ognuno col suo bicchiere e il suo piatto portato da casa. Quasi Settecento persone. Due carriole a portare la pasta, una ciambella, due fichi freschi e tanta gioia di stare insieme. Se non fosse che tra un anno avremo tutti un anno in più, verrebbe da dire che non vediamo l’ora sia di nuovo settembre. Grazie Stradarolo. 


Elisabetta Malantrucco

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