Baro Drom Orkestar – Nisba (Musicastrada/Materiali Sonori, 2019)

Composta da Vieri Bugli (violino acustico ed elettrico), Modesino Musico (organetto, fisarmonica e synth), Michele Staino (basso elettrico e contrabasso) e Gabriele Pozzolini (batteria, berimbau, udu, riqq, bongò, tumbadora, duff, darbouka, qraqeb), la Baro Drom Orkestar nasce con l’obiettivo di rileggere la tradizione musicale dell’Est Europa nell’incontro con le sonorità del Mediterraneo. Sin dall’esordio il loro percorso discografico è stato caratterizzato da una ricerca musicale a tutto tondo volta a superare gli staccati della musica balkan per approdare ad una cifra stilistica originale, come sottolineammo in occasione della pubblicazione di “Genau!” nel 2017. A due anni di distanza da quest’ultimo li ritroviamo con “Nisba”, nuovo album nel quale hanno raccolto nove brani, tra composizioni originali e riletture di brani tradizionali che, nel loro insieme, ampliano il raggio delle esplorazioni sonore del gruppo verso nuovi territori, dall'Africa al Brasile per toccare la Mongolia, il tutto mirando alla riscoperta delle radici culturali in un epoca che le vede sempre di più negate. Tutto questo è racchiuso in modo molto efficace dalla doppia lettura del titolo con la parola “nisba” che in arabo significa luogo di origine mentre in italiano è utilizzata nel linguaggio colloquiale per dire niente. Dal punto di vista prettamente musicale ad emergere sono è la particolare cura riposta negli arrangiamenti con orchestrazioni che incorniciano i singoli strumenti con la fisarmonica ed il violino a tracciare la linea melodica e le percussioni a comporre l'architettura ritmica. Fondamentale in questo senso è stata certamente la grande esperienza maturata dal vivo sui palchi di tutta Europa dove l'ensemble ha avuto modo di rodare e raffinare sempre di più il proprio impatto sonoro. Durante l'ascolto si attraversano luoghi, continenti ed atmosfere differenti tra momenti di pura energia, spaccati riflessivi ed solari aperture spensierate. Ad aprire il disco sono i ritmi in levare di "Buchimis", danza tradizionale bulgara riletta in chiave reggae, a cui segue la trascinante "Garrincha" dedicata all'omonimo giocatore di calcio brasiliano. L'itinerario sonoro ci conduce in Asia con "Give You A Rose" melodia tradizionale suonata in Mongolia e Uyghuristan in cui spiccano gli archi arrangiati da Vieri Bugli e la mandola di Mauro Palmas, per approdare poi alla visionaria "U.F.O." con la troba di Nicola Cellai ad impreziosire il tutto. Se con l'invito al ballo di "Koftron Vs Sirba" approdiamo a Cipro, in "Kalumbu" viene evocata una melodia griot dello Zambia con la complicità di Acheref Chargui all'oud. Si balla ancora con la melodia georgiana "Salamuri" e con "Cupino Kolo" che ci riporta ai Balcani prima di giungere alla splendida "Su Maccu Mannu" che suggella un disco gustoso che non mancherà di regalare belle sorprese agli ascoltatori. 


Salvatore Esposito

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