Claudio Carboni – Secondo A Nessuno, la musica di Secondo Casadei (Tacadancer/Sheherazade/Egea)

Ben noto per essere una delle colonne portanti della Banditaliana di Riccardo Tesi, Claudio Carboni, insieme ad Andrea Bonacini, è da anni impegnato nella ricerca, nel recupero e nella valorizzazione della musica da ballo emiliano-romagnola, meglio nota come Liscio. Sebbene abbiano percorso strade differenti, Carboni e Bonacini si sono ritrovati a lavorare spesso in alcuni progetti dedicati a questa particolare danza tradizionale, ed in particolare nel 2008, su spinta del Festival Biennale del Paesaggio, hanno dato vita ad un percorso di ricerca sulla produzione musicale di Secondo Casadei, fondatore e patriarca dell’omonima orchestra. Grazie al prezioso aiuto della Casadei Sonora di Riccarda Casadei, figlia di Secondo, che ha messo a disposizione l’intero archivio di famiglia per questo progetto, Carboni è riuscito a tracciare un itinerario che potesse documentare la varietà di stili musicali confluiti nel Liscio. In particolare il musicista emiliano ha focalizzato la sua attenzione alla produzione risalente al 1928, ovvero un momento particolarmente fortunato per l’orchestra nel corso del quale, avvenne una piccola rivoluzione con l’inserimento del saxofono accanto agli strumenti della tradizione quali clarinetto, violino, contrabbasso, fisarmonica e chitarra. In buona sostanza con questo nuovo innesto, il liscio venne a recepire diverse forme di ballo provenienti da oltreoceano quali il foxtrot, l’onestep e il beguine. Da quella ricerca, ha preso lentamente corpo il progetto di realizzare un disco e per l’occasione ad accompagnare Carboni troviamo un cast di musicisti d’eccezione nel quale spiccano Maurizio Geri alla chitarra già suo compagno nell’avventura di Banditaliana, il giovane Michele Marini al clarinetto, Davide Bizzarri al violino (già fondatore del gruppo I Violini di Santa Vittoria), Daniele Donadelli alla fisarmonica e il jazzista Felice del Gaudio al contrabbasso. E’ nato così Secondo A Nessuno, la musica di Secondo Casadei, disco che rappresenta il secondo volume della preziosa collana monografica di Tacadancer dedicata al Liscio. L’album, che raccoglie quindici brani firmati da Secondo Casadei e un inedito, Vittoria, composto dallo stesso Claudio Carboni, nasce con l’obiettivo di non offrire una semplice opera di recupero musicale ma piuttosto con l’intento di far riscoprire gli aspetti culturali e sociali dell’epoca nella quale è sbocciata questa particolare musica da ballo. Insomma Carboni, con Secondo a Nessuno ci ha aperto uno spaccato sul passaggio della nostra nazione da stato pre-moderno a stato incluso nei processi economici internazionali. In questo senso il liscio è stata la colonna sonora di questa rivoluzione nella quale anche la gente comune cominciò una progressiva emancipazione, un processo mai arrestatosi cominciato alla fine della Prima Guerra Mondiale e passato attraverso la nuova rivoluzione culturale del 1968. Ciò lo si percepisce chiaramente anche durante l’ascolto, infatti, guidati dal sax suonato proprio da Carboni, si assiste ad una vera e propria rivoluzione dei suoni, che partono dalle radici tradizionali del liscio per poi contaminarsi con altre sonorità, e ciò lo si avverte in ogni nota dall’inziale Alla Fiora fino a Tango Serenata che chiude il disco. A dimostrazione di ciò vale la pena citare alcuni esempi come nel caso del beguine di Dolce Maria, o del tango di Non Voglio Perderti, o ancora del one-step di Marita. Claudio Carboni è riuscito dunque a ricostruire con grande cura dei particolari ed eleganza un momento di grande svolta per il Liscio, e questo senza mai cedere a sonorità nazionalpopolari, come dimostra la splendida rivisitazione del classico da balera Romagna Mia, che qui trova la più alta interpretazione con Maurizio Geri al canto. Alla fine del disco è presente poi una sorpresa, una traccia nascosta posta in coda all’ultimo brano, del quale però non anticipiamo nulla, ma lasciamo all’ascoltatore la curiosità di scoprire questa piccola gemma riemersa dagli Archivi della famiglia Casadei.

Salvatore Esposito

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