Zibba Almalibre - Una cura per il freddo (Volume / Altoparlante/ Universal)


Una cura per il freddo è il secondo disco per Zibba e arriva a quattro anni di distanza dal già apprezzato Senza Smettere di Fare Rumore, disco che segnalò il cantautore ligure nella scena indie italiana. Rispetto al disco di debutto, inalterate sono rimaste le ispirazioni ovvero quelle fatte sulla strada, durante i concerti, le amicizie, i luoghi conosciuti, ciò che è cambiato è lo stile ora più indirizzato verso il jazz, pur senza perdere le varie influenza che spaziano dal folk americano quello irlandese, da Tom Waits al teatro-canzone italiano. Ad accompagnarlo troviamo i versatili Almalibre composti da Andrea "the Bale" Balestrieri alla batteria, Lucas bellotti al basso, Daniele "Drago" Franchi alle chitarre, Fabio Biale al violino, pronti sempre ad assecondare Zibba nelle sue divagazioni musicali e a fornire la cornice perfetta per la sua voce istrionica. Ad aprire il disco è Mahllamore un brano dai toni jazzy molto ritmato nel quale viene descritta la passione in tutte le sue sfumature dall’innamoramento al sesso alla passione spirituale. Si passa poi alla ballata cantautorale in senso stretto prima con Ordine e Gioia e poi con Una Parola, Illumina, quest’ultima caratterizzata da un dialogo strumentale tra pianoforte e archi. Il sound si fa più brillante con Ammami, per trasformarsi successivamente nell’avvolgente country blues in salsa italiana Dauntaun, un brano denso di poesia urbana caratterizzato da un finale sorprendente a base di hip-hop. La dissacrante Bon Voyage apre la strada alla poesia di Scalinata Donegaro, una ballata nella quale viene raccontata la storia della sua famiglia ed impreziosita dalla partecipazione di Paolo Bonfanti alla slide guitar. A spiccare in modo particolare, però sono due brani L’Odore dei Treni e Soffia Leggero, in entrambe emerge una scrittura che guarda già oltre questo disco, quasi rappresentassero un anticipazione sulle prossime mosse di Zibba. Sul finale arrivano poi il rock di Rockenroll, un brano forte ed incisivo che suona come una spallata all’ipocrisia, lo swing di Tutto è casa mia, e la poesia di Una Parte di Te, Quattro Notti e Dove Vanno a Riposar Le Api. Una cura per il freddo è un disco dettato dalla passione, un disco nato dal cuore per riscaldare altri cuore.



Salvatore Esposito