La Banda Di Piazza Caricamento - Nu-Town (Promo Music Records/Edel)


Sono passati tre anni da quel gioiellino che era Babel Sound, il disco di esordio de la Banda di Piazza Caricamento, collettivo multietnico composto da quindici giovani musicisti provenienti da cinque continenti e guidati da Davide Ferrari, da allora la formazione è cresciuta dal punto di vista musicale, ha avuto modo di accumulare grande esperienza dal vivo, ma anche da quello numerico essendo arrivata a contare ben ventitré elementi, nonostante alcune defezioni. Questi tre anni caratterizzati da intensa attività live, prove e laboratori, sono, dunque, serviti per concepire ed ideare il loro secondo disco, Nu-town, che raccoglie dieci brani caratterizzati dalla classica formula che vede l’italiano affiancato da altre lingue come arabo, sanscrito, russo e lingue fantastiche ideate da Davide Ferrari. Rispetto al disco di esordio, oltre ai cambi di formazione, anche il sound si è evoluto verso una contaminazione sempre più raffinata che parte da echi di musica tradizionale per allargarsi a visioni contemporanee, il tutto senza perdere mai di vista l’improvvisazione. La particolarità di Nu-town è condensata però nel connubio armonico di tradizioni diverse che convivono e dialogano tra loro, fino a confondersi nel linguaggio universale della musica e del ritmo. Se per certi versi la Banda di Piazza di Caricamento sembra ricalcare il percorso de l’Orchestra di Piazza Vittorio, ciò che la rende diversa è però l’approccio con la ricerca sonora, non essendo limitata solo alle sonorità tradizionali ma bensì indirizzata verso un eclettismo che la fa ammiccare ora al dub ora all’elettronica ora ancora al rap e all’hip-hop come nel caso della splendida Aprile Remix. Di eccellente fattura è anche Save The Children – Nzola che apre il disco e affianca alle voci d’Africa, le percussioni e i fiati sudamericani, il balafon e la kora, le gonga e le chitarre in una sorta di Babele sonora di grande fascino. Le stesse atmosfere permeano anche brani come Nada Raga, la sinuosa Cala La Luna e la sognante Dansu. Chiude il disco Dolcenera di Fabrizio De Andrè, in una versione che rimanda al trallallero ligure, ma che nulla aggiunge e nulla toglie ad un disco di grande bellezza e fascino. La Banda Di Piazza Vittorio è un collettivo che merita attenzione non solo per l’eclettismo che riescono ad infondere nella loro musica ma soprattutto per l’amore con il quale approcciano la contaminazione sonora attraversando i cinque continenti.




Salvatore Esposito

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