Gualtiero Bertelli e la Compagnia delle Acque – Annicinquanta: i canti di un'Italia che torna a vivere (Nota)

In occasione della pubblicazione de “L’Orda. Quando gli albanesi eravamo noi”, libro dedicato all’avventura degli immigrati italiani e alla xenofobia che subirono durante tra la fine del 1800 e la metà del secolo scorso, è nato il fortunato sodalizio tra l’inviato ed editorialista del Corriere della Sera Gian Antonio Stella e il cantautore Gualtiero Bertelli, che li ha portati ha realizzare diversi spettacoli sugli Anni Cinquanta, sulla Resistenza e L’Immigrazione, con i quali hanno attraversato l’Italia con pochissimi mezzi tecnici, realizzando il considerevole numero di quasi cinquecento concerti, tutti applauditissimi. Spettacoli di impegno civile insomma, che mescolando monologhi e musiche con fotografie e filmati, hanno tracciato un percorso nella memoria di un’Italia che non c’è più, quella del sacrificio, della povertà e della sofferenza, ma anche delle piccole storie individuali e popolari. Musica che fa Storia, e Storia che si fa Musica, ma anche parola come nel caso de Il Maestro Magro, romanzo di Stella dal quale è nato prima lo spettacolo omonimo e poi Annicinquanta, disco prodotto dalla sempre attivissima etichetta friulana, Nota, che mette in fila quindici brani tra inediti e riproposizioni dal repertorio di Domenico Modugno, Italo Calvino, Sergio Liberovici, Fausto Amodei e Mario Pogliotti. Canti tradizionali, brani d’epoca che ci riportano in quel periodo in cui l’Italia dopo aver patito le sofferenze della Seconda Guerra Mondiale e del Fascismo, tornava a vivere. Un Italia ricca, viva, piena di contraddizioni e sfaccettature ma ancora innocente nella sua ingenuità, poi sarebbe arrivato il Sessantotto, la disillusione, gli Scandali di Stato e niente sarebbe stato più come prima. Gualtiero Bertelli e la Compagnia delle Acque sono riusciti nell’impresa di dipingere un affresco in musica di quegl’anni colorato con arrangiamenti eleganti e colori musicali di grande brillantezza. Un lavoro corale, insomma nel quale Gualtiero Bertelli funge da perfetto regista, mentre Cecilia Bertelli si fa carico della maggior parte delle parti cantate insieme a Giuseppina Casarin e Sandra Mangini. Al loro fianco La Compagnia delle Acque, gruppo di eccellenti e versatili musicisti composto da Maurizio Camardi (saxofoni, flauto traverso, autharp, udu drum), Rachele Colombo (voce, chitarra, bouzouki, percussioni), Paolo Favorido (pianoforte e tastiere), Danilo Gallo (contrabbasso, chitarra, dobro), Simone Nogarin (chitarra, voce) e Michele Troncon (batteria, percussioni, campanelli, xilofono). Durante l’ascolto brillano così il medley iniziale composto da Addio, Addio Amore e Amara Terra Mia di Modugno, le divertenti In Riva al Po ed Ero Un Comunista interpretate da Gualtiero Bertelli, ma soprattuto Questa Democrazia di Mario Pogliotti. Insomma Annicinquanta è un disco prezioso che non mancherà di sorprendere anche l’ascoltatore casuale, e quasi fosse un documentario de La Storia Siamo Noi, rappresenta una opera meritoria non solo dal punto di vista musicale ma anche da quello culturale e storico.

Salvatore Esposito

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