(a cura di) Dario Muci, Sorelle Gaballo, Canti Polivocali del Salento (Nardò/Arneo), Kurumuny 2008, pp.96, Euro 14.00 Libro con cd


La storia delle Sorelle Gaballo è comune a tanti cantori del Salento, e si intreccia strettamente con le lotte per la rivendica della terra contro i latifondisti, in particolare l’Arneo di cui sono originarie, fu oggetto di un occupazione da parte dei contadini per quaranta giorni e quaranta notti, sfociata poi in un vero e proprio esodo che arrivò a toccare punti del 35-38%. Nardò e le zone limitrofe dell’Arneo sono conosciute per essre la terra di Luigi Stifani, barbiere musicista che con la sua orchestrina curava le tarantate, tuttavia per la prima volta la ricerca in questa luoghi si è spinta oltre e il risultato è la scoperta, da parte di Dario Muci, delle Sorelle Gaballo, che a loro ha voluto dedicare questo volume nel quale sono riportate le trascrizioni e le traduzioni di parte del loro repertorio. Interpreti e conservatrici del canto polivocale a para-uce, alla stisa, le Sorelle Gaballo, interpretano i brani della tradizione con il solo uso delle voci, ma con la particolarità di duettare attraverso particolarissime armonie vocali, in cui le due voci si rincorrono e si inseguono attraverso melismi, ghirigori e glissati davvero emozionanti. Così attraverso canti di lavoro, filastrocche e canti d’amore si riscopre un altro piccolo ma non meno importe pezzo di Salento, e in questo senso particolarmente interessante è l’ascolto del disco, il quale accompagnato dai testi trascritti nel libro diventa assolutamente fruibile anche ai non adetti ai lavori. Ci viene fornito così un filo rosso da seguire in questo viaggio pieno di emozione, nel quale di tanto in tanto scopriamo qualche simpatico racconto come quello della spigatura che fa da introduzione al Canto alla Spica, o alcuni canti più pungenti come gli Stornelli a dispetto. Completa l’opera una raccolta di spartiti, una serie di fotografie delle Sorelle Gaballo e alcune lettere da loro scritte e riportante in copia anastatica nel libro.

Salvatore Esposito