Daniele Durante - E Allora Tu Si De Lu Sud (Quista è La Vera Pizzica) (Salento Altra Musica/I Dischi Di QuiSalento)

Daniele Durante è una delle figure più rappresentative della musica popolare di riproposta salentina, sia per la sua trentennale attività con Canzoniere Grecanico Salentino sia per i paralleli lavori di ricerca sulle fonti tradizionali. Il suo grande amore per la musica popolare lo ha portato negl’anni ad esplorare i vari sentieri della riproposta, ma con il suo nuovo album Allora Tu Si De Lu Sud (Quista è La Vera Pizzica) ha focalizzato la sua attenzione sul cantautorato. Nato nel corso di due anni di ricerche e di scrittura dei vari brani, il disco presenta quattordici tracce tra inedite e altre già note per essere nel repertorio del Canzoniere Grecanico Saletino. La particolarità di questo disco è sta tutta nella “atipica” strumentazione usata, si possono ascoltare infatti la cardarina (particolare secchio di latta usato per impastare la calce), l’incudine, la tinella (altro particolare secchio, ma di legno, usato per la raccolta dell’uva), la rattacasu (grattugia per il formaggio), lo stompu, il farnaru (particolare setaccio per la cernita delle olive), il tutto suonato da musicisti non professionisti. Ovviamente non mancano la splendida chitarra di Daniele Durante, ora arpeggiata ora suonata quasi fosse uno strumento percussivo, la fisarmonica di Roberto Gemma (altro storico componente del Canzoniere Grecanico Saletino), il tamburello e la voce di Francesca Della Monaca, il violino del figlio Mauro, il clarinetto di Antonio Esperti, nonché due artigiani del suono come Damiano De Pascalis (incudine, tinella e tamburieddhu) e Tonino Vizzi (cardarina, zincu, taule). Ad aprire il disco è la title track, interpretata insieme a Nandu Popu e Don Ricu dei Sud Sound System, un brano che suona come un invito alle nuove generazioni a cercare la libertà e la rinascita del Mezzogiorno d’Italia, rifiutando quel sistema che spinge molti giovani a lasciare la propria terra d’origine. I suoni, le atmosfere e i testi dei singoli brani fanno così emergere con forza la tematica alla base di tutto il disco, ovvero la Questione Meridionale, mai sopita e che mai come in questo periodo sembra essere tornata di attualità. Il ritmo che pervade i vari brani è quello che in origine accompagnava i canti di lavoro, quello dato dal semplice battere del piede fino all’uso ritmico degli strumenti di “fatica”, e ciò non fa altro che far immergere l’ascoltare in un atmosfera senza tempo nella quale suggestioni e riflessioni si rincorrono sulle corde di una chitarra e al suono della pizzica, che torna ad essere strumento per la canzone di “protesta”. Allora Tu Si De Lu Sud è un moderno disco di “protest song” con tutto quell’immaginario che caratterizzava la riproposta politica del Canzoniere Grecanico Saletino, ma visto attraverso un ottica più rurale, quasi ci fosse l’esigenza di tornare ai suoni delle origini per esprimere il proprio dissenso, un dissenso manifestato con l’ironia tipica del Salento, che ha tutta l’aria di essere un invito alla riflessione, a partire da coloro che guardano al Salento come una meta per le vacanze per finire ai politici. La “vera pizzica” di Durante è però anche taumaturgica, quasi queste canzoni nascondessero nel loro cuore anche la cura per i mali del Sud, quasi la pizzica fosse il deterrente per i difetti della società globalizzata. Ecco così inviti a riconsiderare la pizzica nella sua essenza (Quista è la vera pizzica), dichiarazioni d’amore per la propria terra (Io resto qui), critiche alla scena musicale saletina (Li sonaturi cangianu e la musica no) ma anche una splendida ronda finale, che ricorda i suonatori di pizzica che giravano i vari paesi del Salento. A rendere prezioso il disco, sono anche le due rivisitazioni della indimenticabile ed ancora attualissima La Quistione Meridionale, scritta dalla scrittrice Rina Durante e di Carataranta, entrambe nel repertorio del Canzoniere Greganico Salentino. Insomma, Allora Tu Si De Lu Sud è una critica impietosa e allo stesso tempo ironica della nostra società in generale e del Salento in particolare, al quale però Durante non nega il suo incondizionato amore. 

Salvatore Esposito

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