Robert Gordon & Chris Spedding featuring The Jordanaires - It’s Now or Never (Ryko/Audioglobe)


Sono trascorsi trent’anni dalla morte di Elvis Presley, e il newyorkese Robert Gordon con l’inglese Chris Spedding, da sempre suo fido braccio destro, ha inciso per l’occasione un tributo al grande cantante di Memphis. A sostenerli nell’impresa ci sono i Jordanaires, un gruppo vocale che fu già al fianco di Elvis sin dalla metà degl’anni cinquanta e che con lui riuscirono a portare il gospel nelle case di tutti gli americani. It’s Now Or Never, questo il titolo del disco, è un progetto interessantissimo, in quanto sia Gordon, sia Spedding, sia i Jordanaires hanno nel proprio Dna artistico questa musica e non possono che essere i migliori interpreti della musica di Elvis. In passato qualcosa di simile era riuscita anche a Paul McCartney con Run Devil Run, ma qui siamo in territori molto più rigorosi e soprattutto non c’è una nota, una singola nota che non funzioni alla grande. Ad esempio, la mitica Peace In The Valley che già nell’originale vedeva protagonisti i Jordanaires, qui brilla per alcune intuizioni a livello di arrangiamento come l’uso dell’hammond e delle chitarre acustiche, aprendo un ulteriore passaggio nel tempo alla riscoperta di quelle radici che furono il fuoco ispirativi della band. Strepitose sono anche le riletture di Don’t Leave Me Now, di I’m Left You’re Right She’s Gone ma soprattutto della traccia che da il titolo al disco, ovvero It’s Now Or Never. Se Gordon alla voce mostra personalità da vendere, Spedding alla chitarra fa faville come nel caso di Lawdy Miss Clawdy in cui da lezione di come si suona il rockabilly, entrambi rappresentano un vero e proprio baluardo per quel rock che fece da nutrice di band come Beatles e Rolling Stones. Mai come in questo caso però si ha la sensazione che il passato possa rivivere, ed ecco che It’s Now Or Never appare per quello che è ovvero un disco nuovo che suona come un disco del passato, o forse come un disco del passato caduto per caso nella polvere dei nostri tempi. L’importante è solo goderselo.

Salvatore Esposito