Jess Klein - City Garden (Ufo/Rykodisc/Audioglobe)


Stando al grande entusiasmo della stampa specializzata d’oltreoceano dovremmo scomodare la parola capolavoro per City Garden, il sesto album di Jess Klein, cantautrice di buon talento di base a New York e con alle spalle una lunga gavetta dalla quale è emersa prima con Draw Them Near del 2000 e poi con Strawberry Lover del 2005. Certo questo disco ha un ottimo appeal radiofonico e la Klein da il meglio di se sfoggiando una voce e una personalità invidiabile ma pecca di originalità non discostandosi di molto dal cantautorato femminile degl’ultimi vent’anni (Rickie Lee Jones, Sheryl Crow, Edie Brickell). L’ascolto è comunque piacevole e rivela una cantautrice in grado di muoversi con disinvoltura tra echi di blues, folk ed echi di Mowtown spaziando tra brani d’impostazione acustica e divagazioni elettriche. In particolare superbi risultano i brani elettrici come la ruvida World Could End e la title track e allo stesso tempo non da meno sono la tenue Swimming pool e la sofferta Alone. Il resto è nella media, fatta eccezione delle dilaniane Real Live Love e Middle Road che lasciano intravedere per il futuro sviluppi interessanti sopratutto per quello che concerne alcune buone intuizioni melodiche.

Salvatore Esposito